Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

La musica come "abbraccio solidale": intervista alla cantautrice Sara Magdalena

La cantautrice sta partecipando anche ad alcuni concorsi: al momento è in finale per "Duel Cantautori a Confronto"

Si dice che "quando le parole prendono forma con una chitarra, si nasca una seconda volta". Lo sa bene la cantautrice Sara Magdalena, vero talento artistico del nostro territorio che insegue il suo sogno di sfondare nel mondo della musica. Tenace e profonda, la giovane salernitana sta incantando innumerevoli persone con le sue perfomances. In particolare, brividi a fior di pelle per la platea di "#Womannocry", iniziativa contro la violenza sulle donne che si è tenuta il 29 febbraio presso il Museo Virtuale della Scuola Medica di Salerno. In quell'occasione, infatti, Sara Magdalena, accompagnata alla chitarra da Massimo Santoro di Musikattiva, ha fatto emozionare tutti gli spettatori con due splendidi brani a tema. E l'artista si è raccontata in una intervista concessa a Salernotoday.it

Da quando e come è nata la tua passione per il canto?

Per quanto riguarda il canto, si fa bene a parlare di passione, perché  è una forma  d'espressione viscerale che da voce all'intimità del processo creativo insito in ogni essere vivente... io, insieme alla scrittura, ho trovato in queste due forme d'arte un'ancora e un trampolino, che già dall'adolescenza, mi hanno concesso la libertà di metabolizzare ed enfatizzare ciò che mi veniva a mi viene propinato, tanto da sentirla come una vera e propria terapia per l'anima.

Quale è l'esperienza che ha segnato il tuo, seppur giovane, certamente ricco bagaglio di esperienze artistiche?

È già da qualche anno che, attraverso laboratori teatralo, di clown e teatro sociale, di scrittura creativa, di iniziative come artista di strada che sentivo dentro di me questa necessità di esprimermi, fin quando non ho messo insieme i pezzi di questo puzzle e ho sentito la  concreta  esigenza di far diventare le mie parole le parole degli altri, di trovare altre braccia per unirci in un canto liberatorio. Quindi non potrei definire un momento ben preciso, perché il processo creativo è  continua evoluzione dal quale non si può mai smettere di imparare, mai si può pensare di essere arrivati ad un punto, altrimenti si rischia di perdere l'autenticità.

Cosa significa inseguire il proprio sogno, qui al Sud?

Il Sud... già solo questa parola mi appare come un quadro variopinto dove le mani, le voci  e le  immagini di molti artisti mi rimandano ad un qualcosa di antico e selvaggio insieme. Ma riconosco suoni, aromi e colori, impegno e fatica... salgono inevitabilmente alla memoria le mani di madri che impastano e con amorevole fatica riescono sempre ad imbandire una tavola... di figli cresciuti ancora con i piedi nudi sulla nuda terra. Di uomini che partono e che ritornano tra le beaccia delle proprie donne e per quanto possa essere molto più semplice parlar "male" del nostro Sud, io, continuo invece a riconoscere ancora tanta bellezza! Tanta bellezza che merita di essere raccontata, tramandata, ascolta e accolta. Bellezza che per fortuna ancora tante piccole realtà riescono a proporre e che offrono la possibilità, a chi non è in cerca di mera fama ma porta con se il semplice desiderio della condivisione e del dono puro, di ritrovare altre braccia nelle quali riconoscermi. Per me anche questo è fare arte e musica.

Qual è la canzone che più senti tua e qual è il messaggio che lancia?

Quando scrivi e componi brani è un po' difficile riuscire a definire qual'è che quello che più di rappresenta, perché ogni piccola parte di ogni brani porta con se il vento di una consapevolezza nuova, anche se al momento "Il Grugno", il brano che denuncia la violenza sulle donne lo sento dentro come urlo pacifico, con la speranza che possa arrivare ad altre donne, le quali possano riconoscersi nelle altre donne, per unirsi a sorridere di libertà, perché il silenzio violenta quando la violenza, perché la solitudine  tormenta. Perché vorrei che le mie parole possano diventare le parole di altre donne in un contesto, quello musicale, che è prima di ogni cosa la volontà di donare e ricevere incondizionatamente.

Quali i sono i tuoi obiettivi e quali sono i progetti che stanno bollendo in pentola?

L'obiettivo al momento è quello di poter aver la libertà d'espressione, di vivere di un presente fatto di musica e di occhi da incrociare quando con le parole incontri nuova vita. Anche se ho avuto la grande fortuna di incontrare due meravigliosi chitarristi, il virtuodissimo Massimo Santoro già impegnato nella realizzazione di progetti dell'associazione musicale Musikattiva e il talentuoso Mimmo Peroziello, con i quali stiamo lavorando ad un progetto leggermente più ampio come la realizzazione di un EP. Inoltre stiamo partecipando anche ad alcuni concorsi, perché anche le critiche costruttive di una giuria portano con sè crescita: al momento siamo in finale per Duel Cantautori a Confronto e stiamo aspettando le date per altre audizioni. Noi ci stiamo provando, a rendere questa forma d'arte un abbraccio solidale, quindi aspettiamo altre braccia per andare oltre i confini di colore, età, sessualità... Noi ci siamo e voi?

 

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