Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Investimento mortale sul Corso, responsabilità anche del Comune?

A riportarlo, La Città: potrebbe essere riaperto il procedimento penale per la morte di Aniello Nicoletti, 45enne investito e ucciso da un bus della Sita mentre attraversava la strada, su Corso Vittorio Emanuele, il 7 gennaio del 2005

Potrebbe essere riaperto il procedimento penale per la morte di Aniello Nicoletti, 45enne investito e ucciso da un bus della Sita mentre attraversava la strada, su Corso Vittorio Emanuele, il 7 gennaio del 2005. A riportarlo, il quotidiano La Città, dove si legge che "il legale degli eredi del 45enne salernitano, l’avvocato Fabio Piccininno, ha affermato che chiederà al pm de Tribunale di Salerno la riapertura del procedimento penale al fine di accertare le responsabilità penali del Comune di Salerno e della compagnia assicuratrice dell’autobus della Sita, la Navale Assicurazioni Spa, che investì il pedone".

E' stato archiviato, intanto, il primo procedimento penale nei confronti dell’autista del bus che uccise il pedone, in quanto il conducente, secondo il giudice, aveva adottato tutte le procedure utili ad evitare l’impatto. "Ma vi è una responsabilità del Comune di Salerno – spiega il legale – in quanto già la consulenza tecnica disposta dalla Procura di Salerno, redatta dall’ingegner Emilio Sarno, ha incluso nei nessi eziologici la mancanza nell’intersezione tra corso Vittorio Emanuele e le vie Cilento e dei Principati di qualsiasi protezione per i pedoni che percorrevano la strada in direzione di piazza Portanova".

La mancanza di segnaletica orizzontale e verticale per i pedoni, dunque, attribuirebbero la responsabilità della tragedia anche al Comune di Salerno, ente proprietario della strada che, dopo quell'incidente è stata interessata da lavori, proprio per evitare ulteriori sinistri mortali. "L’assenza della necessaria ancorché obbligatoria segnaletica orizzontale in corrispondenza della fine della ZTL – scrive il consulente nella sua perizia giurata come riporta La Città – rappresentava sicuramente un’insidia per il pedone che si trovava a percorrere corso Vittorio Emanuele al momento di impegnare via Cilento". Tale situazione evidenziata il 7 settembre del 2012, è stata confermata il 20 febbraio scorso anche dal consulente nominato dal Tribunale. Il procedimento, dunque, potrebbe essere riaperto.

 

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