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Iole Capparrone

Iole Capparrone

Curiosità, stilista salernitana lancia il "portafoglio indossabile"

Iole Capparrone auspica un'apertura reale alle idee dei giovani da parte delle menti italiane che, molto spesso, come ha notato la stessa in stilista, "sono più in crisi dell'Italia stessa"

Utilità, praticità, comodità, estetica, sicurezza e libertà, con il portafoglio indossabile. Ad idearlo, la stilista salernitana Iole Capparrone che ha tratto ispirazione dall’antica usanza di donne di altri tempi di riporre denaro nel proprio reggiseno, a mò di nascondiglio. Il portafoglio indossabilesotto forma di cintura, ma anche di altri accessori come bracciali e calzature, offre la possibilità di avere sempre a portata di mano ciò che serve ed evitare alle donne rischi di scippo e smarrimento, senza rinunciare al gusto estetico. "Sin da bambina preferivo le riviste di moda della madre della mia amica alle solite Barbies, e tagliuzzare vestiti che mi comprava mia madre per ribellarmi al suo gusto. Poi il primo gioco Gira la moda, fino alla collezione di Vogue in camera, all’enorme pila di giornali l’uno sull’altro accumulatosi in più di 10 anni che ora non trovano più spazi vuoti e che mio padre minaccia di buttarmi - racconta la stilista a Salernotoday.it - E’ proprio così che le nostre passioni crescono con noi, rendendoci unici e diversi l’uno dall’altro e dandoci luce e forza anche nei periodi bui, anche tra una delusione e l’altra. Credo vivamente nell’importanza delle passioni in un mondo così vuoto di tutto, così dispersivo confusionario, così spersonalizzante. Per me sono state da sempre l’unico filo conduttore della mia vita tra amicizie ed amori che vanno e vengono. Dobbiamo lottare per le nostre passioni". Iole Capparrone, dunque, ha ripercorso le tappe importanti della sua passione, ricordando i tempi in cui si recava al mercato con la nonna che amava farsi da sé i vestiti "e voleva me come sua consulente tessile per scegliere le fantasie": "Con i suoi modi stravaganti, ma anche molto tradizionali, aveva radicato in me delle idee molto originali che da lì a poco sarebbero diventate la mia fonte d’ispirazione". Presso lo Ied, scuola di design di moda a Roma, la stilista ha potuto respirare tanta creatività che l'ha portata a lavorare con la sua stilista preferita Vivienne Westwood. "Era tutto come l’avevo sempre voluto, una realtà diversa: Londra, lo studio, lei umile e sempre in mezzo a noi, l’esperienza più forte della mia vita.  Lì, sola a 24 anni, senza parlare inglese, senza un amico, ma piena di vita e voglia di fare, vivevo nel sogno che avevo sempre voluto". Dopo appena 4 mesi, diverse aziende inglesi trovarono il suo curriculum interessante: "In Inghilterra forse si crede ancora nei giovani, nelle loro forze e capacità, nella loro creatività, in Italia non è proprio cosi...", ha sottolineato. La stilista ha quindi lavorato con diverse aziende tra cui Alcott ,Yes london e Bikkembergs.

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"Le idee quando devono venire non le devi cercare, ti passano per la testa anche camminando per strada, senza per forza dover guardare un foglio o cercare ispirazione - ha aggiunto la stilista-  Non mi affascina affatto il modo italiano di fare moda, fatto solo di loghi e micro fantasie di loghi, fatto solo di nomi e poche idee, solo di firme e poco gusto e innovazione.Il mio fare moda non vuole significare essere alla moda, seguire le tendenze, guardare le sfilate, ma creare qualcosa di mio, di nuovo, dalla mia testa senza seguire nessuna tendenza. Da questo nasce il mio progetto, nessuna grande novità, ma un semplice modo di rivoluzionare gli accessori", ha spiegato la Capparrone che auspica un'apertura reale alle idee dei giovani da parte delle menti italiane che, molto spesso, come ha notato la stessa in stilista, "sono più in crisi dell'Italia stessa". Non pochi, infatti, gli ostacoli che si è trovata a fronteggiare nel Bel Paese, nonostante la volontà di autoprodurre la sua creazione. “Non abbiamo le maestranze adatte ad una corretta riproduzione dell’articolo o i macchinari suggeribili per questo tipo di articolo o ancora le modelliste non si sentono in grado di approcciare con una qualità alta il progetto che ci ha mandato per posta, non è una questione di volontà ma di capacità tecniche”: queste alcune delle risposte ricevute dalle aziende italiane da cui la stilista sperava di avere riscontri positivi. Da qui, l'accorato appello della Capparrone: "Investite sui giovani, date loro fiducia, almeno per una volta, sono loro a poter cambiare il mondo, non sono ancora spenti, disillusi dalla vita, ci credono ancora", ha concluso la stilista che porterà avanti la sua battaglia sociale per il rispetto e la valorizzazione della creatività giovanile.

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