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Lezioni di scuola

Lezioni di scuola

Ipsar Virtuoso, al via l'attività didattica presso il penitenziario di Fuorni

Hanno preso il via le lezioni della prima classe istituita alla casa circondariale di Salerno, zona Fuorni. Tra i banchi di scuola a seguire le lezioni una ventina di detenuti. La soddisfazione degli addetti ai lavori

Tornano tra i banchi di scuola circa venti detenuti reclusi presso la casa circondariale di Fuorni, con l'attivazione della sezione carceraria dell'Ipsar "Virtuoso". Dopo due anni di attesa, l'istituto alberghiero, ieri, ha dato finalmente il via all'attività didattica presso il carcere salernitano, proponendo alla classe lezioni di Italiano, Storia, Matematica, Lingua Inglese, Religione, nonchè laboratori di sala, di cucina e Scienze degli alimenti. Una seconda opportunità di crescita e formazione, quindi, viene offerta ai detenuti dai docenti del "Virtuoso".

Grande, la soddisfazione per il traguardo raggiunto da parte del dirigente scolastico, Gianfranco Casaburi: "Attraverso questa iniziativa, l’istituto alberghiero invia un messaggio di solidarietà e di speranza a persone detenute che avranno così la possibilità di riprendere un discorso educativo, in alcuni casi interrotto troppo presto, riallacciando un rapporto, per quanto esile, con la società civile e con il mondo del lavoro. L'augurio è che il germoglio appena piantato possa crescere e produrre, nei prossimi anni, un corso completo - ha aggiunto Casaburi - In questo modo si darà un senso alla disponibilità di quanti si dedicheranno, come docenti e come alunni, all'impresa, tutt’altro che semplice, di costruire qualcosa di nuovo e di positivo a favore di persone troppo spesso segnate, fin dalla nascita, dal loro contesto socio-familiare”.

Una novità significativa, l'iniziativa dell'Ipsar, anche agli occhi del direttore della casa circondariale di Salerno, Alfredo Stendardo: "L'istutuzione di questa classe rappresenta la conferma del maturato convincimento che l'attuazione delle finalità affidate all'esecuzione penale in carcere non possa prescindere da una sinergia intersettoriale per la veicolazione di opportunità di reinserimento in un più complesso programma socio-rieducativo", ha concluso Stendardo.


 

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