menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Italcementi, la sede dell'azienda

Italcementi, la sede dell'azienda

CGIL, lettera aperta ai lavoratori della Italcementi Salerno

Il sindacato invita i lavoratori alla "compattezza, per evitare la guerra tra poveri". La lettera fa anche riferimento a un passivo di 3 milioni, chiusura 2016. "Lotteremo con le unghie e con i denti"

I lavoratori della Italcementi vivono una profonda crisi economica e sono in attesa delle valutazioni dei vertici aziendali. A loro si è rivolta la Fillea CGIL con una lunga e accorata lettera. Il sindacato ha fatto pervenire alle maestranze non solo un messaggio di solidarietà ma anche un invito a serrare i ranghi e a denunciare cosa non va. Ecco il testo: "Pace e solidarietà, concetti tanto in voga in questi giorni, da tempo non rientrano nell'animo della dirigenza aziendale e, cosa più avvilente, nemmeno tra i lavoratori stessi. Le discriminazioni, la sistematica esclusione dal lavoro, con la mancata rotazione per fungibilità, violando le disposizioni di legge e di Contratto ed accordi Ministeriali a livello Nazionale, hanno di fatto escluso gran parte delle unità lavorative da qualsiasi attività di lavoro. Le ragioni di queste scelte aziendali non sono certamente da ricercare in presunte “sciatterie” o “strafottenze”, di non funzionalità al modello produttivo aziendale".

Il sindacato chiarisce la propria posizione: "La Fillea conferma il massimo impegno ed azione, sul piano sindacale e legale, per contrastare discriminazioni e violazioni di accordi sostenendo le ragioni degli "esclusi" esaltando i diritti inviolabili dettati dallo Statuto dei Lavoratori. E lo fa senza guardare il colore, l'appartenenza e le tantissime discriminazioni in ordine di "iscrizioni" sindacali a cui purtroppo stiamo assistendo da tempo, perché è convinzione unanime, che le ragioni di questa battaglia riguardino tutti, nessuno escluso. Le attuali e palesi divisioni, non solo indeboliscono i lavoratori e le loro rappresentanze, ma caratterizzano in maniera anomala rispetto alle altre realtà del Gruppo, quella di Salerno, e solo l’unità dei lavoratori può far superare questa anomalia. Le divisioni, anzi, rischiano di favorire il disegno di chi vuole cancellare questa realtà industriale. In questo quadro, la "complice" creazione di lavoratori di "serie A" e di "serie B" non porterà a nulla, se non ad una guerra tra poveri che sarà persa, ovviamente, solo dai lavoratori, nessuno escluso".

La Fillea cita anche un precedente tirato fuori dal proprio archivio storico: "Ricordiamo che una situazione analoga ebbe già luogo nel 2001, anno in cui l'azienda con un colpo di mano tentò di collocare in mobilità circa 25 lavoratori, ma l'onestà intellettuale delle allora R.S.U. e la compattezza di tutti le maestranze fecero in modo che tale unità avesse la meglio sul mero interesse dei "singoli". Abbiamo quindi la necessità di fare una operazione di verità, far venire allo scoperto togliendo quei veli "omertosi" che qualcuno consapevolmente e corresponsabilmente tiene volutamente calati. A dispetto di quanto ha sostenuto la direzione aziendale locale nell'incontro con i lavoratori indetto dall'Italcementi, nel quale veniva dichiarato che lo stabilimento di Salerno risultava essere, rispetto all'anno precedente, più performante equilibrando i costi grazie anche alla nuova organizzazione dei turni di lavoro, da fonti certe è emerso che lo stabilimento di Salerno chiude anche l'anno 2016 con un passivo di circa tre milioni di euro".

Lo scenario: "L'anno che verrà sarà irto e pieno di difficoltà ed incertezze per il futuro dello Stabilimento Italcementi di Salerno, e pertanto va recuperata una vera unità di azione, che non può che partire dal basso, dall’unità dei lavoratori per affrontare la fase delicata che è davanti a tutti noi. Nel ricordare sommessamente che questa cementeria è sorta con i fondi pubblici del post terremoto del 1980, ribadiamo che difenderemo la Italcememti con le unghie e con i denti, affinché resti sul nostro territorio che già vive una totale desertificazione industriale".
                                      

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Cronaca

Salerno: San Matteo ed il Miracolo della Manna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

SalernoToday è in caricamento