Lotteria mette in palio un maialino, animalisti sul piede di guerra

Una lotteria mette in palio un maialino vivo, a Sicignano degli Alburni. La Lega Anti Vivisezione, indignata, scrive al sindaco, ai vigili, alla Guardia di Finanza e a Rifondazione Comunista, per salvare l'animaletto

Maialino

Una lotteria organizzata per il 25 aprile da Rifondazione Comunista mette in palio un maialino vivo, a Sicignano degli Alburni. Indignazione e amarezza, da parte degli animalisti che si sono immediatamente attivati per scongiurare l'incivile premiazione: "I vigili urbani di Sicignano mi hanno spiegato che si tratta di una lotteria che, organizzata ogni anno, in occasione del tesseramento, mette in palio come primo premio un maialino - racconta Mariasperada Laudisio della Lav di Salerno - E' inammissibile che il premio di una lotteria sia un animale vivo: navigando su internet ho trovato vari precedenti di lotterie simili, annullate grazie all'intervento della Prefettura. Un animale non può e non deve essere un premio da vincere".

"A prescindere dalle considerazioni etiche - continua la volontaria- chiunque può acquistare il biglietto della lotteria, ma per gestire e crescere un animale ci vuole spazio, buona volontà e tanta cura: non è come mettere in premio un prosciutto bello e pronto". Allertata dagli animalisti del territorio, dunque, la Lav nazionale ha scritto al sindaco, ai vigili, alla Guardia di Finanza e a Rifondazione Comunista, riservandosi ogni azione necessaria per la tutela del maialino ed annunciando che sarà presente al torneo per monitorare la situazione.

In particolare, la Lega Anti Vivisezione chiede alla Guardia di Finanza di controllare se gli organizzatori siano in possesso di tutte le autorizzazioni previste per legge, al sindaco di disporre la revoca dell'iniziativa nel punto in cui si parla della cessione in premio di animali, agli organizzatori di trovare alternative in linea con la normativa a tutela degli animali ed infine a tutte le autorità competenti di intervenire immediatamente in caso di trasgressione della legge. "Utilizzare gli animali in feste popolari è diseducativo in quanto induce al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacola lo sviluppo dell'empatia e sollecita una risposta incongrua, divertita alla pena, al disagio e all'ingiustizia", si legge nel documento inviato dalla Lav.


 

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