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Cronaca

Lavori al Costone di Pandola, Romano (M5S): "La nostra denuncia era fondata"

La nota stampa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

“Le irregolarità e le violazioni di legge da noi denunciate a proposito dell’affidamento dei lavori di messa in sicurezza del costone roccioso di Pandola sono state confermate dalla sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore di due giorni. Il Giudice dell’Udienza Preliminare ha disposto il rinvio al giudizio del titolare dell’impresa e dell’allora Responsabile dell’Area Tecnica del Comune mentre ha assolto Vincenzo Ranisi, funzionario del Comune che firmò il contratto la cui difesa è stata curata dall’avvocato Marco Senatore. Ma chiediamo di accertare le responsabilità dell’Amministrazione Comunale.”

Così Giovanni Romano, consigliere comunale del Movimento Civico Sanseverinese, firmatario dell’esposto con il quale furono denunciate le violazioni di legge nella procedura di gara per l’affidamento dei lavori.

“L’inadeguatezza dell’attuale dis-amministrazione comunale – prosegue Romano - è drammaticamente confermata dalla sentenza del Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Nocera Inferiore del 7 marzo. Così come abbiamo denunciato nel gennaio del 2021, dopo oltre tre anni, l’Autorità Giudiziaria conferma che l’appalto potrebbe essere illegittimo e rinvia al processo il funzionario comunale e uno dei titolari dell’impresa aggiudicataria.  Al di là delle eventuali responsabilità personali dei rinviati a giudizio, resta la grave responsabilità dei dis-amministratori che hanno approvato il progetto dell’opera e del Consiglio Comunale che ha ratificato il Piano delle opere pubbliche in cui l’opera era inserita.  Infatti, abbiamo accertato successivamente che l’area dell’intervento è di proprietà privata. Come è possibile che i dis-amministratori abbiano deliberato di utilizzare soldi pubblici per “metterla in sicurezza”? Le responsabilità della dis-amministrazione e dell’intero Consiglio Comunale vanno accertate perché sono all’origine della vicenda giudiziaria. La decisione di intervenire con i soldi pubblici su di un’area privati è del Sindaco, della Giunta comunale e del  Consiglio Comunale e non solo di chi ha agito in conseguenza delle deliberazioni.  Poteva la dis-amministrazione non sapere? Perché, dopo averlo saputo, non ha agito di conseguenza? Chiediamo risposte alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Anche perché si sono sperperati soldi pubblici per un’attività illegittima e per un’altra opera incompiuta.  Che si aggiunge a quelle scandalosamente in ritardo nella loro esecuzione e addirittura bloccate dall’Autorità Giudiziaria come, ad esempio, la vergognosa situazione del sequestro del cantiere del Palazzone che dovrebbe essere costruito dove un tempo c’era il nostro Palazzetto dello Sport. E’ ormai evidente a tutti che gli attuali dis-amministratori, al “potere” da sette anni, sono del tutto inadeguati a prendersi cura dello sviluppo e del futuro della nostra Comunità. La loro incapacità ha creato danni irreparabili e devono essere chiamati a darne conto.”

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