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L'operazione

L'operazione

Lavoro nero nei campi di pomodori: "caporale" sorpreso con 8 connazionali

I nove marocchini, sbarcati nel mese di maggio a Lampedusa, sono stati sorpresi dai carabinieri mentre si trovavano all'interno di una macchina, due erano nel cofano. Erano tutti privi di documenti

Vasta operazione dei carabinieri di Montecorvino Pugliano contro l’impiego di mano d’opera in nero nei campi agricoli salernitani. All'alba, infatti,  i militari hanno trovato all'interno di una Volkswagen Passat SW ben otto marocchini (tutti tra i venti ed i trentadue anni sbarcati a Lampedusa nel Maggio scorso e fermatisi ad Eboli per guadagnare un po’ di soldi nella raccolta di ciò che capita: ieri le angurie pagate sei euro a quintale; oggi sarebbe stata la giornata dei pomodori), di cui due nel cofano, tutti irregolari e privi di documenti, che erano in compagna di quello che sembra essere il loro "caporale".

Sarebbero state dieci ore di lavoro intenso. L’appuntamento con il caporale era stato fissato per le tre della notte. Un’ora di viaggio a bordo della fatiscente Passat (senza assicurazione, con targhe false e condotta da una persona priva di patente); stipati all’inverosimile (tre di loro sono stati trovati dai carabinieri rannicchiati nel cofano, quattro sul sedile posteriore), e poi al lavoro. Riempire un cassone da duecento chili di pomodori avrebbe fruttato loro sei euro (degli otto che andavano al caporale): 0,03 euro al chilogrammo! Una paga non più ad ore o a giornata ma a cassone: nessuna distrazione, nessuna pausa: più raccogli più verrai pagato. I più bravi (il pagamento a cassone serve anche a mettere in competizione i lavoratori tra di loro) ne avrebbero riempiti quattro (24 euro).

Per fortuna nel cuore della notte un maresciallo alza la paletta a quella macchina carica all’inverosimile. Una rapida occhiata e capisce subito di cosa si tratta. Tutti in caserma a Battipaglia per le operazioni di identificazione (tutti privi di documenti e nessuno in grado di comprendere una parola di italiano). Solo grazie alla pazienza dei carabinieri e l’intervento di un mediatore culturale per formalizzare la vicenda e procedere con la denuncia per il caporale (anche lui marocchino D EF di 37enne incensurato) per intermediazione di mano d’opera irregolare (cd caporalato). All’esame dei carabinieri tutti gli indizi utili ad individuare l’azienda agricola che avrebbe “beneficiato” del lavoro degli extracomunitari. Agli otto marocchini è stato notificato un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.    
 

 

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