Laboratorio20: "Palazzo Fruscione doveva essere una biblioteca"

Alfonso Gambardella, socio di Laboratorio20, ha scritto una lettera alla Commissione Europea ed alla Giunta Regionale in merito all'uso di Palazzo Fruscione, a suo avviso difforme dalla destinazione prevista dal progetto

Palazzo Fruscione

Alfonso Gambardella, socio dell'associazione Laboratorio20, ha scritto una lettera alla Commissione Europea ed alla Giunta Regionale della Campania in merito all'uso di Palazzo Fruscione, a suo avviso difforme dalla destinazione prevista dal progetto che ha ricevuto i finanziamenti europei. "Da pochi giorni Palazzo Fruscione è stato liberato , anche se ancora parzialmente, dalla Biennale d’arte contemporanea di Salerno che vi si è svolta fino al 6 gennaio -  si legge nella lettera - Non è il caso di valutare l’iniziativa, perché chi scrive vuole soffermarsi sulla destinazione di Palazzo Fruscione. Il Palazzo, inaugurato il 21 settembre 2013, è stato sostanzialmente chiuso per 12 mesi ed oltre. Solo dal 25 ottobre 2014 si è avuta una sua utilizzazione in assoluta difformità dalla destinazione prevista nel progetto di ristrutturazione dello stabile. Il professor Mario Dell’Acqua nella pubblicazione per presentare gli appunti del cantiere di restauro scrive: Palazzo Fruscione ospiterà la biblioteca comunale perché vi è disponibile a piano terra uno spazio mostra e un book office. Al primo livello un raccolto auditorium, e ai livelli superiori adeguati spazi di lettura e lavoro per la biblioteca. Il tutto in assoluta coerenza con il contenuto della Scheda tecnica di palazzo Fruscione presente nella documentazione elaborata dall'Amministrazione che individua l’importanza di palazzo Fruscione e ne propone la destinazione d’uso di biblioteca comunale".

"L'utilizzazione episodica del Palazzo contraddice in maniera evidente la destinazione prevista negli atti comunali e negli atti progettuali - continua Gambardella - e ovviamente la assegnazione dei fondi europei. Il perseguimento della destinazione Biblioteca, rispetto a quella finora effettuata, costituirebbe occasione di ulteriore valorizzazione del centro storico, dal punto di vista culturale, e non solo, considerata anche le numerose potenzialità di una struttura del genere. Non è comunque la prima volta che si registra una difformità dall’uso previsto in progetto e nei finanziamenti concessi al Comune di Salerno per la ristrutturazione di spazi del Centro Storico. Il riferimento più immediato è al Convento di Santa Sofia, per il quale era prevista la destinazione a sede di associazioni, che vi potevano trovare sinergie importanti nella comunanza dello spazio. Un altro esempio  attraverso il quale la città, ancora  il centro storico, è stato privato di uno spazio ristrutturato con fondi pubblici e messo a disposizione di poche e ben individuate iniziative, coerenti con il dubbio disegno di politica culturale della Amministrazione Comunale. Appare piuttosto chiara - conclude il socio di Laboratorio20 - la mancanza di un’idea un minimo programmatica che abbia come obiettivo la valorizzazione dello spazio nell’interesse e con la partecipazione di tutte le forze culturali e sociali della città".

"Palazzo Fruscione - commentano dall'associazione - in base ai progetti e alle deliberazioni dell’Amministrazione Comunale e ai finanziamenti ricevuti doveva essere sede di una biblioteca multimediale comunale  e per tale uso tempo fa fu fatto anche un avviso pubblico. Sia ben chiaro l’associazione Laboratorio20 non è contraria alle iniziative in essere o che già si sono svolte. Non mettiamo in dubbio il loro valore. Ad esempio mai ci permetteremo  di criticare il valore artistico della prevista mostra di Milo Manara. Abbiamo delle perplessità di altra natura -  continuano - per esempio ci interressa invece sottolineare che a nostro avviso questa amministrazione da sempre non ha una idea di Politica Culturale e che ci sembra assurdo che progetti di recupero e di valorizzazione di spazi  di valore e necessari con una specifica destinazione d’uso poi vengono usati sporadicamente per ben altro. Sull’uso e sul recupero degli spazi pubblici - concludono dall'associazione - sulle politiche culturali e sociali, e sulle forme di gestione questa associazione cercherà di costruire nelle prossime settimane forme di confronto e di discussione con la cittadinanza".

 

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