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Mazzette al Ruggi d'Aragona, la Corte dei Conti: danno da 566mila euro

I carabinieri hanno notificato quattro inviti a dedurre al personale sanitario coinvolto nelle indagini sulla scandalo delle liste d'attesa. Nel mirino tre dirigenti medici e una caposala

I carabinieri del comando provinciale di Salerno, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti, attualmente diretta da Michele Oricchio, hanno notificato un invito a dedurre emesso dal Sostituto Procuratore Generale Francesco Vitiello nei confronti di 4 presunti responsabili di danno erariale. Si tratta di due dirigenti medici e di una caposala dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno,  e i un dirigente medico di un’altra azienda sanitaria pubblica che operava presso quella salernitana. Le indagini, iniziate nell’aprile del 2015, infatti, hanno consentito di delineare un “sistema concussivo” di rilevanza penale messo in atto dal personale sanitario del locale reparto di neurochirurgia e del Fukushima Brain Institute”, clinica privata di San Rossore (PI).

Nel corso dell’inchiesta è stato accertato che il primario di Neurochirurgia dell’ospedale di Salerno utilizzava il reparto da lui diretto per eseguire interventi chirurgici mascherati come prestazioni “intramoenia”, utilizzando la struttura sanitaria alla stregua di una clinica privata, regolando le prestazioni sanitarie in favore dei pazienti al di fuori delle regolari liste d’attesa e percependo indebiti compensi non dichiarati, spesso oggetto di contrattazione con lo stesso paziente. Le prestazioni finite nel mirino degli inquirenti hanno riguardato esclusivamente pazienti in condizioni di salute particolarmente gravi, spesso con una breve aspettativa di vita. Il sistema concussivo faceva riferimento al primario del reparto di neurochirurgia dell’ospedale salernitano. Quest’ultimo, in diverse occasioni, approfittando delle gravi condizioni di salute dei pazienti, prospettava ai malati che riceveva per un consulto ovvero a quelli già in cura la necessità di effettuare con urgenza delicati interventi chirurgici, per evitare pericolosi aggravamenti delle patologie. Le indagini, in particolare, hanno consentito di documentare le richieste concussive avanzate a 10 pazienti, sottoposti ad intervento chirurgico per cifre che oscillano tra i 1.500 e i 20 mila euro. In due casi, i pazienti – non per un ravvedimento del primario, bensì per interventi esterni effettuati da altri medici nei confronti dello stesso professionista  – non gli hanno versato alcun compenso, fruendo legittimamente del servizio sanitario nazionale.

Per tutti questi motivi l’Autorità Giudiziaria contabile ha contestato ai 4 presunti responsabili un danno procurato all’Erario, complessivamente quantificato in 566 mila euro, nelle forme del danno patrimoniale da tangente e da disservizio, nonché nel danno non patrimoniale derivante dalla lesione dell’onore e del decoro del Sistema Sanitario Nazionale e soprattutto dei suoi dipendenti. Al primario del reparto, infine, è stato addebitato anche l’ulteriore danno erariale per la violazione delle norme sull’esclusività, quantificato in 36.727,40 euro.

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