Caso Luci d'Artista, il Tar dà ragione alla Blachere Illumination

Ad ottobre ci fu il passo indietro di Blachere Illumination in merito alla richiesta di sospensiva cautelare dell’affidamento ad Iren, ma la decisione del Tar potrebbe ora modificare il quadro della situazione per le prossime edizioni

Accolta, la tesi posta dal ricorso del colosso francese Blachere Illumination, che contestava la gara con cui il Comune capoluogo aveva affidato alla holding Iren di Torino l’edizione 2018 delle luminarie. Lo ha stabilito il Tar al termine dell'udienza sul caso Luci d'Artista. Probabile, che il Comune di Salerno farà appello al Consiglio di Stato.

Il ripensamento

Ad ottobre ci fu il passo indietro di Blachere Illumination in merito alla richiesta di sospensiva cautelare dell’affidamento ad Iren, ma la decisione del Tar potrebbe ora rimettere in pista Blachere Illumination per le prossime edizioni della manifestazione.

Le reazioni

Numerose le reazioni alla sentenza. Tra i primi ad intervenire è il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Gaetano Amatruda: "Sulle luci d'artista e sulla gara finalmente una prima pagina di chiarezza. Si vada fino in fondo. Finalmente un po' di luce su una pratica di cattiva amministrazione. Era strana la gara come erano strani gli affidamenti diretti degli anni scorsi, sempre agli stessi. La giustizia farà il suo corso, che nessuno dovrà strumentalizzare, ma è sulle responsabilità politiche e sul metodo del sistema De Luca che bisognerà ancora lavorare. Con coraggio". Gli fa eco il capogruppo al Comune Roberto Celano: "Ancora una volta avevamo visto giusto. Troppi dubbi, troppe forzature per affidare l'appalto a chi negli anni precedenti aveva installato le luminarie per qualche milione di euro senza alcuna gara pubblica. Avevamo scritto ad Anac ed Autorità per la concorrenza, abbiamo segnalato anomalie gravissime che meriterebbero di essere considerate ed approfondite da istituzioni demandate al controllo a Salerno fin troppo sopite. Quest'Amministrazione è indegna e spero che ora lo abbiano compreso tutti”.

Soddisfatto anche il consigliere comunale di Giovani Salernitani-Dema Dante Santoro: ““Il ricorso perso è la riprova di una conduzione folle della vita amministrativa del Comune di Salerno, da parte di questo governo cittadino. Era grande quanto un grattacielo la situazione di conflitto d’interesse della Iren, lo avevamo detto anche in più occasione però la saccenze e l’inettitudine delle persone che abbiamo al potere a Salerno ci sta travolgendo. È un danno d’immagine per la città. Sarà probabilmente un danno economico e speriamo che sia l’ultima delle sciagure che si sta abbattendo in questi mesi anche se temiamo sia l’ultima di una lunga serie”. Sulla questione intervengono anche Gherardo Marenghi ed Elena Criscuolo (Fratelli d’Italia) che denunciano: “La giustizia amministrativa ha oggi fatto luce su di una vicenda che fin dall’origine appariva viziata da palese illegittimità. La Iren spa non poteva in alcun modo essere aggiudicataria dell’appalto perché socia della Salerno Energia. La fondatezza del ricorso proposto dalla Blanchere Illumination seconda graduata, determina l’inefficacia immediata del contratto stipulato con la Iren condannata in solido con la stazione appaltante al pagamento delle spese processuali pari a 4000 euro. Dalla sentenza emerge la gravità di una violazione di legge che avrebbe potuto essere sanata in autotutela evitando l’ennesima prova di incompetenza fornita dal Comune di Salerno. Anche questa volta l’illegittimità ricadrà sulle tasche dei cittadini incolpevoli, vista la dura condanna in termini economici decretata per le casse del Comune”.

Drastico il commento del coordinatore cittadino della Lega Cristian Santoro: "Dobbiamo purtroppo rilevare ancora una volta l'ingenuità con la quale la vicenda è stata trattata o forse dovremmo dire meglio l’arroganza? L’arroganza di credere di essere al di sopra della legge; giustamente punita dal tribunale amministrativo competente. Appare ovvio come l’attribuzione alla Iren Spa (socia di Salerno Energia) sia in evidente conflitto d’interessi, anche un bambino lo capirebbe. Pertanto viene da chiedersi perché il Comune di Salerno abbia agito in questo modo e soprattutto perché a pagarne le conseguenze in termini di immagine ed economici debbano essere i cittadini salernitani ed una città con un bilancio di cassa già pesantemente in negativo.           

 
 

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