Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca Centro / Corso Vittorio Emanuele

Mamma e figlia picchiate sul lungomare di Salerno, lo zio rivela: "Aggredite da bulli"

Con un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook, lo zio della bambina di 12 anni racconta, nei dettagli, cos'è accaduto ieri nel cuore della city: "Mia nipote viene minacciata in continuazione, anche a scuola. Intervengano le forze dell'ordine"

Foto dalla pagina Facebook dello zio

Emergono nuovi particolari su quanto accaduto, ieri sera, su Corso Vittorio Emanuele a Salerno, dove non sarebbe andata in scena una semplice lite tra ragazzine, bensì una vera e propria aggressione nei confronti di una bambina di 12 anni e della madre. A fornire una versione più dettagliata sull’increscioso episodio è lo zio della dodicenne, fratello della madre, C.G le sue iniziali, che si sfoga con un post sulla sua pagina Facebook: “Sono state aggredite da un gruppo di minori sul lungomare di Salerno (ed hanno subito varie ferite al volto e sul corpo) tra l’indifferenza della gente. Si erano accorte – spiega – dell’imboscata ed hanno chiamato il 112, ma hanno risposto che senza aggressione non potevano intervenire”. Un’aggressione  che “poi dopo è avvenuta, quindi grazie !”.

Ma ciò che si è verificato ieri nel centro cittadino non sarebbe un caso isolato. “Mia nipote – rivela ancora lo zio su Facebook – da più di un mese è vittima di bullismo, le sono stati rubati soldi a scuola, la presidente è stata avvertita ma non è successo nulla. La settimana scorsa è stata picchiata e le hanno rotto gli occhiali. Mia sorella cercando un dialogo con la madre di uno dei bulli è stata minacciata e in più le hanno detto che l’avrebbero denunciato loro con false accuse !”. Inoltre “mia nipote questa settimana ha ricevuto un messaggio dove le avevano scritto che le avrebbero fatto molto male. E purtroppo così è stato”.

Di qui l’appello ai suoi amici del noto social network: “Vi chiedo di condividere e far conoscere questa storia affinchè le forze dell’ordine facciano con il massimo impegno il loro lavoro. Voglio giustizia, altrimenti ci penserò io…”.

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