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Spaccio nella Divina, metà degli imputati chiede la "messa alla prova"

Su 40 imputati, buona parte chiedono di accedere a lavori di pubblica utilità o volontariato per estinguere la pena. Oltre 500 gli episodi ricostruiti dai carabinieri durante le indagini

Nell'operazione anti droga “Rewind”, gli imputati chiedono la messa alla prova. In totale, sono 40. Di questi, buona parte ha chiesto di accedere al rito alternativo. Questo quanto registrato durante l'udienza preliminare di giorni fa, a Salerno, dinanzi al gup. Sullo sfondo, lo spaccio di droga in Costiera Amalfitana, a Maiori.

L'inchiesta

A chiedere la messa alla prova, dunque un anno di lavoro o volontariato per estinguere la pena, sono quelli attinti dal minor numero di accuse. L'inchiesta fu condotta dai carabinieri della compagnia di Amalfi, attraverso mirate attività investigative suffragate da prove tecniche quali intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel fascicolo finirono anche i video delle telecamere fatte installare dalla procura di Salerno. Agli imputati sono contestati circa 500 episodi di cessione di sostanze stupefacenti. Tra questi, anche una minaccia a mano armata. Fu un paganese a sfidare un pusher rivale, intimandogli di cambiare zona, perchè "di proprietà dei paganesi". Nei prossimi giorni il gup deciderà se ammettere o meno gli imputati al rito alternativo. 

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