Da una casa ad un centro di accoglienza con due bambini: il Natale di Raffaella, la storia

Ecco la nostra intervista a Raffaella, mamma di due bimbi e moglie di un uomo che, purtroppo, a causa di un brutto incidente, ha perso l'uso di un piede ed è stato costretto a rinunciare al lavoro

Due splendidi bambini che frequentano le scuole elementari, un marito di cui è innamorata e che ha dovuto rinunciare al lavoro, a causa di un brutto incidente che gli ha fatto perdere l'uso di un piede, e nessun tetto sulla testa. O meglio, una casa di seconda accoglienza che la sta ospitando provvisoriamente insieme alla sua famiglia. E' Raffaella, giovane salernitana che ci ha raccontato la sua storia, lanciando un grido di aiuto.

Non vede prospettive, la mamma che, arraggiandosi alla meglio con lavori saltuari, si chiede cosa ne sarà di lei e dei suoi cari: "Mio marito, dall'incidente, non riesce più a lavorare - spiega Raffaella- Prima potevamo provvedere al pagamento dell'affitto di casa, ma poi siamo stati sfrattati ed occupammo abusivamente un appartamento vuoto: non vi era nessuno all'interno e, vista la necessità, fu per noi l'unica scelta. Siamo stati lì finchè il Comune non ci ha sgomberati insieme ad altre famiglie occupanti come noi quegli stabili: da allora siamo stati dirottati in una casa di seconda accoglienza che ci ospita da circa un anno, ma si tratta di un appoggio pur sempre provvisorio. Dove intendono sistemarci dopo? Io e la mia famiglia ci vediamo negati il diritto di avere una casa: siamo persone oneste e crediamo che nella nostra situazione un aiuto ci spetti. Non sappiamo come tirare avanti: è impossibile pagare un fitto con i soldi che guadagno quando qualche volta mi cimento nelle pulizie presso qualche appartamento, unico impiego ad oggi per me, assolutamente saltuario ed in ogni caso minimamente retribuito".

"Speravamo di avere una casa ed un lavoro soprattutto che ci consentisse di sopravvivere: certo non pretendo un'occupazione che mi garantisca mille euro al mese, ma almeno un piccolo lavoro che permetta a me ed alla mia famiglia di vivere dignitosamente - sottolinea Raffaella - I bambini e mio marito sono tutto per me: non chiediamo altro che attenzione da parte dell'amministrazione comunale. Più di quello che sto facendo, non posso fare. Chi ci aiuta?". Sognando un futuro migliore per lei e i suoi figli, quindi, Raffaella ha lanciato il suo appello disperato. Chiunque volesse darle una mano, può contattare il Punto Famiglia Acli di via Rocco Cocchia 173, a Salerno, scrivendo una mail agli indirizzi: aclipuntofamigliasa@libero.it oppure
salerno@patronato.acli.it
 

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