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Uno dei bimbi sbarcati

Uno dei bimbi sbarcati

"Mare Nostrum": sbarcati i 1044 migranti a Salerno, 250 resteranno in provincia

A coordinare il servizio d'ordine, la Prefettura che ha fatto scendere tutte le forze in campo per gestire al meglio lo sbarco. Interviene anche il sindaco De Luca

E' attraccata nel porto di Salerno, la nave Etna della Marina Militare italiana con a bordo 1044 migranti recuperati nel canale di Sicilia, tra cui anche 94 minori, di cui 38 non accompagnati, per i quali la Prefettura ha disposto l'affidamento al Comune di Salerno che già domani provvederà attraverso i servizi sociali a sistemarli in alcune case famiglia.. A coordinare il servizio d'ordine, la Prefettura che ha fatto scendere tutte le forze in campo per gestire al meglio lo sbarco. I migranti saranno sottoposti prima a una fase di riconoscimento, successivamente a controlli sanitari per poi raggiungere con i pullman le località di destinazione nelle cinque province campane, nel Lazio, in Umbria e in Molise. Nel nostro territorio, ad ogni modo, dovrebbero rimanere in circa 200 che verranno trasferiti  a Teggiano e Capaccio, presso le strutture della Caritas Diocesana. Da ieri notte, tutti a lavoro anche per allestire stands di accoglienza. Tante le realtà coinvolte nell'operazione: i volontari del Nucleo Comunale della Protezione Civile di Salerno, i volontari dell'Humanitas e poi i vigili del fuoco, la capitaneria di Porto, la Polizia e tutte le altre forze dell'ordine. Si contano 84 immigrati affetti da scabbia: con mascherine e tute protettive, sono stati fatti salire su alcuni pullman per essere trasferiti nelle strutture sanitarie regionali dove saranno curati. Il delegato alla Protezione Civile del Comune di Salerno ha inoltre reso noto che un centinaio di migranti sarà momentaneamente alloggiato nella sede della Protezione Civile del capoluogo salernitano in via dei Carrari. Da qui, poi, il trasferimento nelle strutture di accoglienza della regione. Tra i migranti sbarcati, anche 80 marocchini per i quali scatterà il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. Altri 20 connazionali sono stati accompagnati al CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione). La maggior parte dei migranti (siriani, eritrei, somali, nigeriani, ghanesi e della Costa d'Avorio) è rimasta in Campania. Nel Napoletano sono state sistemate complessivamente 180 persone, 150 nel Salernitano, 125 nel Casertano, 100 nel Sannio e 70 nell'Avellinese. Altri 160, invece, hanno raggiunto le località di Roma e Latina, 46 in Umbria, tra Perugia e Terni, 43 ad Isernia e 60 a Crotone. Per nove immigrati si è dovuto fare ricorso al ricovero ospedaliero, per le diverse patologie di cui sono affetti. Sono stati trasferiti nei nosocomi di Salerno, Eboli, Cava de' Tirreni, Mercato San Severino e al Cotugno di Napoli. Si tratta di una donna incinta, di un profugo che ha avvertito un forte innalzamento della temperatura corporea, alcuni casi sospetti di varicella e morbillo e di un uomo con problemi cardiaci.

Intervengono il sindaco De Luca e il Prefetto Pantalone

Intanto, come riferito dal responsabile del Dipartimento Immigrazione della Cgil Salerno, Anselmo Botte, il sindacato è presente con i mediatori culturali sul posto per fornire ascolto, assistenza e dare un contributo alle Forze dell'Ordine. “E’ la prima volta che i migranti, richiedenti asilo, arrivano così numerosi a Salerno – sottolinea Botte - Saremo al porto con i nostri mediatori culturali per fornire ascolto, assistenza. Se non si agisce con urgenza si rischia di essere corresponsabili dell'immane e quotidiana tragedia che si consuma nel Mediterraneo. E' arrivato il momento di definire un piano che faccia condividere responsabilità e impegni a tutti i Paesi dell'Unione nell’organizzare corridoi umanitari. In questo senso Salerno potrebbe candidarsi ad essere un crocevia fondamentale. Il Governo italiano dovrebbe porre questo come uno dei temi centrali dell'agenda europea, ma dovrebbe anche far fronte al problema dell'accoglienza, intervenendo rapidamente a potenziare la rete e producendo uno sforzo concreto per garantire dignità e diritti a persone così gravemente ferite e sofferenti. E’ importante, poi, che si inizi a ragionare seriamente su di una legislazione per i richiedenti asilo che ancora manca e ciò è molto grave”. "E’ un dovere civico e morale accogliere ed assistere chi ha bisogno di aiuto e Salerno lo ha fatto egregiamente, mostrando il suo volto civile e democratico –incalza Franco Tavella, segretario generale Cgil Campania – ma l’Italia non deve essere lasciata da sola. Il Governo deve porre la questione immigrazione al centro dei tavoli di Bruxelles perché la solidarietà non può avere bandiere nazionali, ma deve essere un problema comunitario. Salerno, dal canto suo, può dare il proprio contributo affinché, finalmente, il Mediterraneo diventi un mare di scambio e di pace e non di morte e divisione”. “Si tratta – riprende Botte - di siriani, che fuggono da una guerra civile che ha mietuto e sta mietendo centinaia di migliaia di vittime, di libici, eritrei, libanesi che convivono con situazioni di estremo degrado e povertà. Chiedo a tutti coloro che storcono il naso o si lasciano andare a dichiarazioni xenofobe e razziste cosa avrebbero fatto se fossero stati al loro posto, in paesi martoriati da terribili violenze e disumana crudeltà”

Di tutt'altro avviso, il presidente della Provincia, Antonio Iannone che sul suo profilo Facebook ha scritto: “Anche a Salerno sbarcheranno oltre 1000 migranti. Mare Nostrum è diventato il servizio di 1530 per gli stranieri. Un altro fallimento di Renzi che pagano gli Italiani e che non risparmia morti tra i disperati. Intanto l’Europa resta a guardare e ci lascia soli al cospetto del problema”. Contrari all'operazione Mare Nostrum, anche l'associazione Tradizione Futuro: "Doveva essere l’operazione che avrebbe salvato tante vite umane, ridotto lo sfruttamento dei migranti presenti sul territorio nordafricano, mostrato all'Europa che cosa sa fare l’Italia, e quindi indotto l’UE a prendersi finalmente carico delle questioni nate dalla guerra in Libia e dalla ‘primavera araba’, che hanno generato una nuova ondata di profughi. È accaduto esattamente l’opposto! La maggiore facilità di arrivo in Italia ha moltiplicato gli affari dei trafficanti che fanno affari d’oro spillando soldi da persone che fuggono dai loro paesi, nell'illusione alimentata da altri che troveranno condizioni di vita più dignitose. Non c’è nessuna solidarietà in tutto questo! La solidarietà, infatti, appartiene al nostro popolo, alla sua vocazione e tradizione culturale, ma non è né può essere sinonimo di generosità, bandiera spesso di quella politica disonesta e bugiarda, buonista e irresponsabile. L’Unione Europea, che si fa forte dei suoi poteri quando si tratta di applicare asfissianti diktat economici, che hanno svuotato di significato la sovranità nazionale degli stati, si tira indietro nel momento in cui uno stato membro si trova ad affrontare l’operazione criminale pilotata dai mercanti, che tantissimi lutti ha causato", hanno concluso.

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