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Torrione- foto di Giulio Nitride

Torrione- foto di Giulio Nitride

Fase 2: tra primi tuffi e inquinamento marino, scendono in campo gli ambientalisti

"Sono bastati pochi giorni, in alcuni casi poche ore - ha osservato Piernazario Antelmi, Delegato Regionale del WWF ITALIA per la Campania – e dopo il lockdown è successo qualcosa di indescrivibile ed inaccettabile ai danni dell’ambiente"

C'è chi si concede il primo tuffo, ora che l'acqua, post quarantena, risulta più pulita e chi, come ambientalisti e associazioni, tentano di prevenire nuove deturpazioni all'ambiente e, in particolare, l'inquinamento alle acque. Oggi pomeriggio, infatti, una salernitana, immortalata dal fotografo Antonio Capuano, ha approfittato del mare ancora pulito di Santa Teresa per gustare un anticipo d'estate. Intanto, un lettore, Giulio Nitride, ha fotografato il primo segno del "ritorno dell'uomo" visibile osservando il mare di Torrione, dove, a rovinare l'acqua cristallina, è spuntata, oggi, dopo molto tempo, una striscia di rifiuti probabilmente frutto di scarichi incivili.

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L'ira del WWF

"Sono bastati pochi giorni, in alcuni casi poche ore - ha osservato Piernazario Antelmi, Delegato Regionale del WWF ITALIA  per la Campania – e dopo il lockdown  è successo qualcosa di indescrivibile ed inaccettabile ai danni dell’ambiente e della natura in Campania. Prima il fiume Sarno, poi i Regi LagnI ed infine il fiume Agnena si sono tinti dei colori tipici del peggiore inquinamento e gli odori nauseabondi, per esempio alla foce dell’Agnena, tra Castel Volturno e Mondragone, sono insopportabili, senza dimenticare l'incendio  all'Adler di Ottaviano dove oltre alle vittime tra gli operai il rogo ha sprigionato nell'area sostanze inquinanti". E Alessandro Gatto, coordinatore regionale della vigilanza ambientale volontaria del WWF Italia per la Campania incalza: "Abbiamo seguito a distanza (perché siamo ancora costretti a stare a casa per il rispetto del lockdown) le operazioni della Guardia Costiera e dei tecnici dell’ARPAC che si sono recati alla foce dell’Agnena. Il WWF è pronto a scendere in campo sia con le proprie guardie volontarie, sia nella costituzione di parte civile nei processi contro i criminali che hanno prodotto questi disastri ambientali in così poco tempo. C’è da evidenziare che sicuramente si tratta, in tutti i casi di inquinamento del Sarno, dei Regi Lagni e dell’Agnena, di attività di aziende che non rispettano la LEGGE, sia per la quantità di liquami, sia per la rapidità di sversamento degli stessi. Quindi siamo di fronte a reati ambientali molto gravi".

L'appello

Per il WWF, è fondamentale uno sforzo il più possibile indirizzato a fare coincidere le misure di sostegno post-fase di emergenza dell’epidemia con le misure per la mitigazione della crisi climatica. In particolare il nuovo debito deve essere il più possibile condizionato alla coerenza degli obiettivi climatici. "Il rischio che nuovo debito incrementi il lock-in degli investimenti non è sostenibile per un sistema economico che dovrà ripagare il debito per l’emergenza Covid-19 e contestualmente sostenere gli investimenti per la mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico. - concludono -  In altre parole, rischiamo di rimanere intrappolati nell’economia del passato e di porre lavoratori e aziende in una situazione di crisi permanente e di lunghissima durata. Temiamo un pericoloso ritorno alla normalità" .

La petizione per il Sarno

Intanto, sono oltre 7.000 le firme raccolte in 48 ore dalla petizione lanciata su change.org dall’Associazione di Angri “Fronte Civile - Stay Angry” che chiede la fine degli scarichi illeciti nel fiume Sarno.  L'associazione si rivolge direttamente al Governatore della Campania Vincenzo de Luca, al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa e all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania chiedendo un intervento urgente per per fermare l'inquinamento del fiume campano. Come rilevato dall’associazione infatti: “Il lockdown imposto per la pandemia del Corona Virus, ci ha dimostrato che la causa dell'avvelenamento del Fiume Sarno è dovuto dagli scarichi illeciti. In questi giorni abbiamo visto acque limpide per molti tratti, non si sentivano più odori forti provenienti dagli scarichi [...] Al 4 maggio, all'apertura delle fabbriche e di molte altre attività, si ripropongono le acque torbide ed avvelenate. Noi Diciamo Basta! Ora è arrivato il momento di mettere in atto un'azione forte contro le istituzioni". Per aderire: change.org/BastaVeleniFiumeSarno 

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