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Società "cartiere" e false fatture per evadere l'Iva, in 9 rischiano il processo

Nove degli indagati nell'inchiesta "Soap Opera", condotta dalla Procura di Nocera Inferiore, concentrata su di un'associazione a delinquere finalizzata alla frode internazionale, rischiano il rinvio a giudizio

Nove degli indagati nell'inchiesta "Soap Opera", condotta dalla Procura di Nocera Inferiore, concentrata su di un'associazione a delinquere finalizzata alla frode internazionale, rischiano il processo. L'indagine fu condotta dalla Guardia di Finanza di Salerno, con dieci ordinanze di custodia cautelare personale eseguite nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale, realizzata nel settore della grande distribuzione di detersivi e prodotti per la casa. A seguire, il gip firmò anche un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente di tutti i beni riconducibili agli indagati, nonché alle società – italiane ed estere – coinvolte nella frode, per l’ammontare complessivo di 1.600.000 euro, corrispondente alla presunta imposta evasa.

Le accuse

L'inchiesta si era servita di intercettazioni telefoniche e telematiche, nonché di accertamenti finanziari, nei confronti di undici persone e sei società, a vario titolo coinvolte in quel presunto sistema di frode, con verifiche effettuate presso numerose imprese che avevano intrattenuto rapporti commerciali in qualità di clienti o fornitori, in ambito nazionale e comunitario. Gli imputati risiedono tra la Valle dell'Irno e l'Agro nocerino. Tutto si sarebbe basato sulla creazione in Italia di società “cartiere” – intestate a prestanome – e “filtrofinterposte” riconducibili al gruppo che formalmente, avrebbe acquistato i prodotti dalle società comunitarie e sulle quali era stato concentrato il debito d’imposta, derivante dalla successiva vendita ai clienti coinvolti nella filiera illecita. Questi ultimi, acquistando ad un prezzo di mercato inferiore, avrebbero potuto infatti praticare a loro volta prezzi di vendita finali più vantaggiosi, rispetto a quelli del mercato, configurando una concorrenza sleale nei confronti di altri operatori, che invece acquistano ai prezzi normalmente praticati sul mercato, nonchè beneficiare dell’indebito credito Iva generato, grazie all’annotazione delle fatture soggettivamente inesistenti emesse dalle società cartiere. L'udienza preliminare dinanzi al gip è stata fissata per il prossimo 9 aprile. 

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