Maresciallo dei carabinieri uccise il padre, in autostrada, con una pistola: nuova perizia

La Cassazione dispone una nuova perizia per un maresciallo dei carabinieri, G.D.S. , ritenuto incapace di intendere e di volere per quanto commesso il 30 marzo del 2016, la cui difesa ha presentato ricorso contro i 10 anni di libertà vigilata

Uccise il padre in auto, al casello di Mercato San Severino, la Cassazione dispone una nuova perizia per un maresciallo dei carabinieri, G.D.S. , ritenuto incapace di intendere e di volere per quanto commesso il 30 marzo del 2016. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dal legale difensore contro il Tribunale di Sorveglianza, che a sua volta aveva rigettato l'appello contro la sentenza del gup del tribunale di Nocera Inferiore. Quest'ultimo, che aveva deciso per il non luogo a procedere in virtù di una "incapacità di intendere al momento dei fatti", dispose poi dieci anni di libertà vigilata. 

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La nuova perizia

Nel ritenere fondato il motivo di ricorso, i giudici hanno disposto una nuova perizia, più approfondita, con l'analisi delle condizioni del carabiniere dal giorno dell'omicidio a quelli più recenti. Dopo la sentenza del gup, per il militare fu decisa la detenzione in un reparto psichiatrico della casa circondariale di Salerno, in ragione dei risultati di due perizie. Oltre alle cure, l'imputato sarebbe dovuto restare in regime di libertà vigilata, per almeno dieci anni. Consulente e modalità del nuovo esame saranno, ora, decise dalla Corte competente. Originario di Calvi Risorta, vicino Caserta, era in servizio presso il nucleo operativo carabinieri di Catania. Padre e figlio, quel giorno, erano in viaggio sull'A30, nei pressi della barriera autostradale di Mercato San Severino. Tra i due ci sarebbe stata una discussione, forse una parola di troppo, tanto da spingere il militare ad impugnare la pistola e ad esplodere un proiettile all'altezza della gola del genitore. L'anziano morì sul colpo. L'auto sbandò, ma il carabiniere riuscì a fermarsi ad una piazzola di sosta e a fuggire, sbarazzandosi dell'arma che non fu mai trovata. Il padre era andato a prenderlo in Sicilia, dietro richiesta della moglie. Sulle sue tracce si misero i carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, che lo localizzarono a Roccapiemonte, all'esterno del bar, in stato confusionale. Il proiettile che uccise l'anziano era un calibro 9x12 parabellum. Nell'auto i carabinieri trovarono la fondina della pistola d'ordinanza del maresciallo, la tessera personale di riconoscimento e alcuni indumenti. Cento metri più avanti, gli occhiali dell'anziano. 

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