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Caliulo

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"Vecchie e nuove migrazioni": studenti salernitani "a lezione" di integrazione

Particolarmente toccante, l'intervento del dottor Rosario Caliulo, Direttore del Settore Socio Formativo del Comune di Salerno che ha offerto, alla folta platea di studenti, la sua testimonianza sul campo

"Vecchie e nuove migrazioni, incontri di culture": questo l'emblematico titolo del percorso formativo per gli studenti di Salerno aperto al pubblico ed organizzato dall'Archivio di Stato di Salerno, da Familysearch, da Ogepo, dall'Università. in collaborazione con numerose realtà sociali tra cui Caritas, Arci e con i licei Tasso, Da Procida, Virtuoso e la scuola media Tasso.

Interessante, ieri, il convegno che si è tenuto presso l'Archivio di Stato in piazza Abate Conforti, con la partecipazione dell'assessorato alle Poltiche Sociali del Comune guidato da Nino Savastano, e a cui seguiranno laboratori didattici ed un ciclo conferenze. Particolarmente toccante, l'intervento del dottor Rosario Caliulo, Direttore del Settore Socio Formativo del Comune di Salerno che ha offerto, alla folta platea di studenti, la sua testimonianza sul campo in tema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il Direttore ha raccontato dell'esperienza di quattro ragazzini che, sbarcati a Salerno, furono inizialmente trasferiti in un centro di Potenza, ma poi tornarono nella nostra città rivolgendosi a Caliulo che li aiutò immediatamente a sistemarsi. "Il cuore dei salernitani è grande - ha assicurato il Direttore - Non c'è stata persona che non abbia mostrato disponibilità e generosità nei confronti di questi ragazzi in difficoltà".

Circa il ricco percorso di integrazione promosso dal Comune di Salerno, il Direttore ha ricordato il torneo di calcetto tenuto in estate e che ha dato vita ad un'unica grande squadra, composta da ragazzi stranieri ed italiani ed unita ed affiatata nel segno dello sport. Riflettori puntati, dunque, sull'importanza di aprire il cuore e la mente verso tematiche sociali importanti come quella dell'integrazione e dell'accoglienza. "Chi sceglie di conoscere questi ragazzi, prendendo coscienza della loro buona volontà, cambia la propria prospettiva di vita, scoprendo che loro non hanno nulla di diverso da noi, se non, forse, il colore della pelle", ha concluso Caliulo, salutato dagli scroscianti applausi della platea giovanile.

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