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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Link Fisciano: "Minniti in ateneo non lo vogliamo"

Link Fisciano per la libertà di movimento: “Inopportuna e nongradita la sua presenza”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Questa mattina si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico all’Università degli Studi di Salerno, un momento indubbiamente importante nel tentativo di ricompattare una comunità accademica totalmente disgregata e ulteriormente frammentata dalla didattica a distanza e dalla modalità mista. Come Link Fisciano, stiamo ricostruendo attraverso assemblee e iniziative un piano comunitario provando ad interpretare questa fase storica attraverso la lettura dei bisogni della componente studentesca. Con enorme dispiacere notiamo come, ancora una volta, l’Università decida di mettere al centro della sua agenda la crescita del “brand” che ha provato a costruire negli anni, anziché tentare una lettura dei bisogni dellə studentə o mettere in discussione un sistema che produce disuguaglianze, oltre ad una riflessione sul declino del ruolo sociale dell’Università nei territori e più in generale nel Paese. Una continuità accademica e politica che si sintetizza nella presenza di Marco Minniti come ospite d’onore alla cerimonia di questa mattina. Legittimare la presenza di Minniti, ex Ministro degli Interni, significa avvalorare e far risuonare nel nostro ateneo una visione del mondo in antitesi con i valori che dovrebbe rappresentare l’accademia. Con il decreto Minniti-Orlando del 2017 si aprì istituzionalmente la pista ad una stagione politica cavalcata dall’odio nei confronti delle persone migranti, avvalorando la retorica populista del nemico migrante che ruba il nostro lavoro, e utilizzando la figura dello “straniero” come escamotage culturale per camuffare una decisa svolta a destra del paese, a politiche sempre più militariste e securitarie nei confronti delle persone migranti e della libertà di dissentire. La criminalizzazione dei migranti e dei poveri, i daspo urbani, la semplificazione del problema flussi migratori e l’annientamento complessivo dei diritti umani sia tramite l’implementazione dei noti Cpr (Centri permanenti per il rimpatrio) sia con i finanziamenti alla Guardia Costiera Libica, sono state alcune delle pericolose azioni commesse da Minniti attraverso il suo ruolo istituzionale. Non possiamo, come organizzazione da sempre sostenitrice della libertà di movimento, nel rispetto delle tante elaborazioni prodotte in materia da docenti, ricercatrici e ricercatori, che affermare con convinzione che la presenza di tale figura all'interno della nostra Università sia inopportuna. Marco Minniti ha parlato in veste di presidente della Fondazione Med-Or, della quale il nostro rettore Vincenzo Loia è componente del comitato scientifico, una fondazione privata voluta da Leonardo Spa che millanta un atteggiamento di apertura nei confronti dei paesi del Medio Oriente, del Corno d'Africa e dell’Estremo Oriente, ma che è una traduzione naturale dell’atteggiamento e delle manovre ostative dimostrate dallo stesso durante la sua esperienza da Ministro. Ecco perché abbiamo contestato, nonostante il maltempo, la sua presenza con un presidio spontaneo provando ad ottenere il ritiro dell’intervento di Minniti dalla cerimonia e una presa di posizione reale di Unisa contro chi ha perpetrato questo tipo di politiche. Tutto questo è inaccettabile, chiediamo maggiore protagonismo nei processi decisionali e sentiamo l’urgenza di far comprendere alla governance d’ateneo che è tempo di invertire la rotta e costruire una comunità accademica fondata sulla solidarietà, sull’empatia, sull’amore per la ricerca e l’approfondimento, invece di chinarsi al cospetto del modello neoliberale: competitivo, esclusivo e selettivo, capace unicamente di produrre i nostri incubi nella realtà. LINK Fisciano, 29 novembre 2021

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