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Viggiani

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Mobilità interna al Ruggi d'Aragona, indagato il direttore Viggiani

La vicenda - riporta Metropolis - nasce agli inizi di aprile scorso, quando all’interno dell’azienda spedaliera di via San Leonardo furono stabilite una quindicina di mobilità che per i sindacati

Mancata vigilanza per alcune decisioni adottate sulle mobilità all’interno dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d'Aragona di Salerno: finisce sotto inchiesta il manager Vincenzo Viggiani, per il quale - riporta il quotidiano Metropolis - il pubblico ministero titolare del fascicolo Maurizio Cardea ipotizza il reato di abuso d’ufficionei confronti di un’infermiera professionale che lamentava il trasferimento da un settore all’altro di Cardiologia nonostante fosse esente dalle mansioni assegnate dal responsabile di reparto. In quanto la donna era portatrice in famiglia di due handicap (ex legge 104) che non le permettevano di assolvere in pieno il nuovo compito, da svolgere anche con turni di notte. Proprio l’infermiera professionale, la salernitana 46enne D.S., è parte offesa nel procedimento giudiziario a carico del responsabile del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. In pratica, Vincenzo Viggiani, non avrebbe controllato su quelle disposizioni a firma del responsabile di Cardiologia.

La vicenda - si legge sul quotidiano salernitano - nasce agli inizi di aprile scorso, quando all’interno dell’azienda ospedaliera di via San Leonardo furono stabilite una quindicina di mobilità che per i sindacati, Nursind e Sapmi, erano illegittime tanto da causare una clamorosa protesta sui tetti del Ruggi. Placata solo con l’arrivo delle forze dell’ordine. I provvedimenti furono sospesi dallo stesso Viggiani e pochi giorni dopo l’infermiera professionale subì il trasferimento per incompatibilità ambientale ma gli atti di quell’incartamento non sarebbero mai emersi. O comunque non sarebbero mai giunti nelle mani della persona offesa. In sostanza, la motivazione di quella mobilità doveva essere certificata da un iter procedurale che per l’infermiera non sarebbe mai avvenuto. Viggiani, quindi, non sarebbe intervenuto nel merito della faccenda, lasciando decidere il responsabile del settore Cardiologia.

Dopo due incontri, avvenuti ad aprile, il direttore generale aveva convocato l’infermiera lo scorso 30 maggio rinviando l’appuntamento ad inizio giugno per adottare un provvedimento dì servìzio di formazione in modo che tutelasse le prerogative che la legge consente alla dipendente. Ma quell’incontro saltò e fu rinviato di una quindicina di giorni. Il 4 giugno la donna si presentò dal manager insieme a un sindacalista- per chiedere spiegazioni ma finì tra accuse e spintoni con il rappresentante delle parti sociali. Per questo è iscritto nel registro degli indagati dallo scorso 11 luglio. 
 

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