Cronaca

Porto di Salerno, nove indagati per la morte di Lino Trezza

Chiuse le indagini sull'incidente verificatosi due anni fa. Nel mirino imprenditori e tecnici. Nella lista sott’inchiesta anche l’imprenditore Gallozzi

Lino Trezza

Sono nove le persone indagate per la morte di Lino Trezza, l’operaio morto in un incidente verificatosi, due anni fa, all’interno del porto commerciale di Salerno. Le ipotesi di reato contestate, ieri, dal pm Roberto Penna, vanno dalla cooperazione in omicidio colposo alle violazioni delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

I nomi

Gli avvisi di garanzia sono stati notificati agli amministratori delegati della Grimaldi Deap Sea, Emanuele Grimaldi e Diego Pacella, proprietaria della motonave “Repubblica Argentina” sulla quale Trezza stava caricando lastre di marmo; il presidente del Culp (Cooperativa unica lavoratori del porto) Antonio Autuori, datore di lavoro diretto della vittima, il presidente della Salerno Container Terminal Agostino Gallozzi, qualedatore di lavoro dell’impresa utilizzatrice (cioè la coop), ed Ermanno Freda, delegato della Scp alla prevenzione e protezione della società portuale. E, ancora, il comandante della motonave “Repubblica Argentina”, Gioacchino Turdo; il primo ufficiale di coperta Aniello Zambatta, responsabile della sicurezza dell’ambiente di lavoro e del servizio prevenzione e protezione; il terzo ufficiale di coperta Cristopher Cansancio, quale addetto alla vigilanza e allocazione dei container sul ponte ed Alessandro Scarfò, anch’egli addetto alla collocazione e posizionamento dei container.

Contemporaneamente il pm ha inoltrato, all’ufficio gip, anche la richiesta di archiviazione per Vincenzo Verzella, dipendente della Sct e responsabile dell’officina dove il Trezza aveva prelevato il tugmaster, essendo il mezzo risultato perfettamente funzionante e senza difetti meccanici; e per tutti gli altri dipendenti della Sct, Stanislao Borriello, Sandro Pompanea, Pierpaolo Precenzano, Luciano Aliberti, Giovanni Iannece, Michele De Luca e Raffaele Romano, essendo emerso che le operazioni di carico dei due container sul rimorchio erano state perfettamente regolari e che il peso del carico era inferiore a quello massimo trasportabile e, quindi, non causa dell’incidente mortale.

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