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Massimo Casalnuovo

Massimo Casalnuovo

Morte Casalnuovo, riparte il processo: nuovo incarico ad un perito

Il perito dovrà svolgere nuove indagini partendo dalle tracce presenti non solo sullo scooter del giovane ma anche sui calzari del militare dell’Arma accusato di omicidio preterintenzionale

E’ in programma il 4 marzo, presso il tribunale di Salerno, la prossima udienza del processo per la morte di Massimo Casalnuovo, il giovane di Buonabitacolo morto il 20 agosto 2011 mentre si trovava con il motorino nei pressi di un posto di blocco delle forze dell'ordine. L’unico imputato è il maresciallo dei carabinieri Giovanni Cunsolo.

Il processo

In mattinata, presso la Corte d’Appello, è iniziato ufficialmente il processo. E i giudici hanno deciso di affidare ad un perito l’incarico di svolgere nuove indagini sulle tracce presenti non solo sullo scooter del giovane ma anche sui calzari del militare dell’Arma. Quest’ultimo, nel 2013, è stato assolto dal tribunale di Sala Consilina conformula dubitativa dall’accuso di omicidio preterintenzionale, mentre nel 2015 condannato, dalla Corte d’Assise di Potenza, alla pena di 4 anni e 6 mesi con interdizione per cinque anni dai pubblici uffici proprio per il reato di omicidio preterintenzionale. Ma, nel 2017, la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna con remissione degli atti presso la Corte d’Appello per un nuovo giudizio.

Il dramma

Massimo Casalnuovo ha 22 anni quando il 20 agosto 2011 prende il suo motorino e va dall'officina del padre verso casa a Buonabitacolo. Qualche giorno prima alcuni residenti avevano presentato un esposto al sindaco, per chiedere di effettuare maggiori controlli su motorini rumorosi e "truccati". Così polizia municipale e carabinieri si appostano lì, proprio mentre passa anche Massimo. Quando i carabinieri lo vedono hanno già fermato altri due ragazzi e hanno accostato subito dopo una curva. Massimo invece non li vede e uno dei militari (il maresciallo Giovanni Cunsolo) si mette in mezzo alla strada, così uscendo dalla curva se lo ritrova davanti. Qualche secondo dopo è a terra, ha sbattuto il petto sullo spigolo di un muretto. Morirà in ambulanza poco dopo.  Dopo l'incidente si diffondono due versioni dei fatti totalmente opposte tra loro: quella dell'Arma secondo cui Massimo è caduto dopo avere cercato di investire il maresciallo e ferendolo a un piede, e quella invece di alcuni testimoni secondo cui Massimo ha sbandato a causa del calcio sferrato allo scooter dal maresciallo Cunsolo. La reale dinamica dell’accaduto e le conseguenti responsabilità non sono state ancora definite.

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