Ospedale di Vallo, operatore sanitario muore dopo il turno di lavoro: la denuncia del Nursind

“Lo hanno trovato morto dopo l’ennesimo turno di lavoro, sul divano di casa, non ha avuto nemmeno la forza e il tempo di andare a riposare nel suo letto - racconta Tomasco - Tutto questo è umanamente inaccettabile e grida vendetta al cielo”.

E' morto ieri, un operatore dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, a seguito di un un malore, dopo l'ennesimo turno di lavoro. Un dramma che ha suscitato l'ira del sindacato NurSind di Salerno che ha indirizzato una lettera al direttore del Ruggi, al Commissario Straordinario dell'Asl di Salerno e ai direttori del dipartimento Prevenzione, per puntare i riflettori sull'eccesso di stress lavorativo a cui sono sottoposti i dipendenti della Sanità, nel nostro territorio. In particolare, Biagio Tomasco, segretario territoriale del sindacato, non esclude che sul decesso dell'operatore di Vallo potrebbe aver influito lo stress dovuto al lavoro.

La denuncia

“Lo hanno trovato morto dopo l’ennesimo turno di lavoro, sul divano di casa, non ha avuto nemmeno la forza e il tempo di andare a riposare nel suo letto - racconta Tomasco - Tutto questo è umanamente inaccettabile e grida vendetta al cielo”. L’episodio è ancor più grave se si pensa che “nell’ultimo mese nell’ospedale di Vallo della Lucania, ospedale dove lavorava il nostro amico, si sono verificati 5 casi d’infarto che purtroppo sono culminati nell’episodio si oggi”, evidenzia il sindacalista.  "Non voglio fare polemiche sterili o pretestuose, ma elencare un fatto: nell'ultimo mese nell'ospedale di Vallo della Lucania, dove lavorava la vittima, si sono verificarti 5 casi di infarti".

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Le criticità

Il sindacalista, dunque, punta il dito contro gli organici non adeguati al volume di prestazioni erogate, contro il continuo ricorso al lavoro straordinario, contro le violazioni delle disposizioni che prevedono 11 ore di riposo garantito tra un turno e l'altro e ancora contro i continui ordini di servizio da parte dei dirigenti che pensano a tappare buchi e non ad organizzare il lavoro. Ancora, secondo il Nursind ci sarebbe un continuo ricorso al posto letto aggiunto o barella e la mancata rilevazione dello stress da lavoro dei dipendenti. "Chi muore è chi lavora" sbotta il sindacato che, infine, richiede l'elenco del personale in servizio al 31 dicembre del 2018, suddiviso per ruolo, categoria e livello, i volumi di straordinario erogati per singolo macrocentro e Unità Operativa, nonchè un riscontro sugli ordini di servizio emessi, sugli accessi dei singoli al Pronto Soccorso e sui ricoveri in sovrannumero, sull'elenco del personale impiegato in mansioni diverse dal proprio profilo professionale e sulla valutazione dello stress da lavoro negli ultimi 10 mesi.

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