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Cranio fracassato per un cellulare: caccia agli assassini di Rossi

Da quel 28 settembre, le indagini per la morte di Sergio Rossi non si sono mai fermate ed ora, come si legge da Il Mattino, pare si sia finalmente fatta luce su quanto accaduto

E' trascorso più di un anno, da quando fu barbaramente ucciso, sotto i portici di Corso Garibaldi, per poi spirare dopo una settimana di agonia, tra lo strazio di familiari ed amici, assaliti da mille interrogativi su come, un padre di famiglia, possa perdere la vita nel cuore della sua città, così tragicamente. Da quel 28 settembre, dunque, le indagini per la morte di Sergio Rossi non si sono mai fermate ed ora, come si legge da Il Mattino, pare si sia finalmente fatta luce su quanto accaduto quella sera.

Fu ucciso per un cellulare che costava poco più di 40 euro.  Come riporta Il Mattino, Rossi, già militante del Movimento sociale, conosceva il suo aggressore: si trattava di un cittadino dell’Europa dell’Est con il quale, secondo gli accertamenti dei carabinieri, aveva trascorso buona parte del pomeriggio in un bar di piazza Vittorio Veneto. Grazie a delle prove video, risulta che l'aggressione non sarebbe durata più di tre minuti.

I giudici del Riesame di Salerno hanno accolto l’appello del pm Roberto Penna contro il rigetto da parte del gip della richiesta di custodia cautelare per due persone, un uomo e una donna, riconoscendo il reato di omicidio volontario aggravato dalla rapina a carico di un cittadino dell’Est e di favoreggiamento a carico di una giovane donna straniera. Partiti, quindi, due mandati di cattura europei. E' caccia agli assassini.

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