Escursionista morto, il Codacons: "Confusione al 118 e numero unico d'emergenza"

Il presidente nazionale 118 chiarisce: "Le centrali operative sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d'emergenza, pur essendo esplicitamente previsto dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico"

"La confusione più volte denunciata del 118 e il numero unico di emergenza europeo 112: noi lo avevamo denunciato ad agosto 2011, quando scrivemmo una lettera al Commissario dell’ASL Salerno, Maurizio Bortoletti, circa la confusione che all’epoca regnava sul numero 118 nel Vallo di Diano". Il professore Roberto De Luca, responsabile sede Codacons del Vallo di Diano, denuncia una situazione d'emergenza cronica, dopo la tragedia di Policastro nella quale è morto il turista francese Simon Gautier.

La lettera e il dramma

Alle chiamate al 118 (Emergenza Sanitaria), provenienti dal territorio dell’ex USL 57 di Polla, a cui bisognava aggiungere anche il territorio lucano del distretto telefonico con prefisso 0975, rispondeva la Centrale Operativa dell’Ospedale di Vallo della Lucania, contrariamente a quanto previsto dalla L.R. 2/94. Nel tempo abbiamo sempre denunciato lo stato non molto avanzato del nostro sistema per le chiamate d’emergenza. Ad ascoltare la drammatica chiamata al 118 del giovane francese Simon Gautier, che ha dovuto ripetere più volte il proprio nome ad un operatore che rispondeva dalla Basilicata, ci siamo resi conto che questa inopportuna confusione travalica i confini del Vallo di Diano, per sconfinare nel vicino Cilento. A una chiamata al 118 effettuata da cellulare in una località presumibilmente vicina a San Giovanni a Piro (SA) risponde una centrale operativa della Basilicata. Come non comprendere allora la meraviglia di alcuni cittadini francesi che, in vacanza a Scario, hanno lamentato la mancata localizzazione del giovane. Dallo scorso anno in Unione Europea, infatti, è stato attivato il numero unico dell’emergenza (112) con servizio di localizzazione avanzata, che traccia la chiamata entro un perimetro inferiore ai 100 metri. Questo grado di precisione contribuisce a migliorare l'efficienza e i tempi di risposta dei centri di emergenza. Il nostro appello è che si provveda, finalmente, a predisporre quanto necessario per poter attivare questo servizio. Ogni anno circa 300mila persone che contattano i servizi di emergenza non riescono a descrivere la loro posizione, perché non sanno dove si trovano, oppure perché sono troppo giovani o gravemente ferite. In questi casi conoscere la localizzazione esatta del richiedente aiuto può aiutare i servizi di emergenza a reagire rapidamente e a salvare vite. Il nostro pensiero, come quello di molti Italiani, in questi giorni è rivolto a Simon Gautier e alla sua famiglia. 

Il 118


"La geolocalizzazione sul territorio, prevista come obbligatoria dalla legislazione europea, impone a tutti gli stati membri di garantire la localizzazione di chi chiama i numeri di emergenza per chiedere soccorso". E' questa La denuncia del presidente nazionale della Società italiana sistema 118, Mario Balzanelli, chiamato in causa anche dal Codacons Vallo di Diano. Balzanelli è stato intervistato da Il Giornale  e si sofferma sulla tragica morte dell'escursionista scomparso in Cilento dopo la telefonata al 118, e poi trovato morto in una scarpata. "Le Centrali operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d'emergenza, pur essendo esplicitamente previsto dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2009 - dice Balzanelli - In Italia, infatti, i due sistemi di geolocalizzazione per le emergenze - Els (Emergency location service) e Aml (Advanced mobile location) - installati rispettivamente su cellulari Android e iPhone non sono ancora stati attivati. Il modello italiano implementato di 112, invece, proprio perché irrazionalmente sostitutivo degli altri numeri nazionali di Emergenza, ha di fatto pesantemente rallentato, se non paralizzato, l'implementazione della tecnologia di geolocalizzazione sul territorio italiano".

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