Movida, mojto e mascherina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

In questi ultimi giorni è tornata nelle nostre città la movida giovanile. In realtà Movida nasce come movimento culturale che si è contrapposto al regime dittatoriale di Franco. Infatti, la movida madrileña è stato un movimento socio-culturale che nasce a Madrid, tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli 80, in risposta agli anni della dittatura caratterizzati dalla censura e della repressione. Con la morte del dittatore Francisco Franco nel 1975, in Spagna inizia un periodo chiamato di Transizione. Si tratta di un periodo di cambiamento e di passaggio, durante il quale la Spagna si risolleva economicamente ed esce dalla situazione di arretratezza in cui si era venuta a trovare dopo quaranta anni di dittatura e di guerra civile. La dittatura di Franco, come tutti i regimi totalitari, aveva limitato le libertà di espressione anche in ambito artistico. I giovani si riappropriano delle strade e celebrano quest' onda di libertà al grido di Madrid nunca duerme (Madrid non dorme mai) e Esta noche todo el mundo a la calle (Questa notte tutti fuori). Il movimento nasce da Madrid, in quella che è conosciuta come Puerta del Sol, per poi diffondersi ad altre città della Spagna. Il suo epicentro è stato la rivista La Luna. Gli esponenti più importanti di tale movimento sono stati Joaquín Sabina, Alberto García Alix e il famoso regista Pedro Almodóvar. Le notti madrilene sono molto movimentate, non solo per la gran quantità di giovani che finalmente possono uscire e riempire strade e piazze, ma anche grazie ad un interesse culturale inusuale verso la cosiddetta cultura alternativa, la cultura underground e la controcultura. Il termine, è usato per indicare un modo di vivere e di divertirsi, tipico dei giovani ed è utilizzato per indicare l'animazione, il "divertimento" e vita notturna. Movida oggi è associata in maniera indissolubile a coronavirus. Con il termine del lockdown, una marea di persone, più o meno giovani, si è riversata nelle strade e nelle piazze di tutte le città della penisola. Assembramenti, schiamazzi, traffico bloccato e in alcuni casi risse, sono stati filmati un po’ dappertutto. Bottiglie sparse e rifiuti disseminati, sono riapparsi ovunque, riconquistando quegli spazi persi nei due mesi di clausura. L’aggravante è stata quella di andare in giro in molti casi senza le mascherine, dimenticandosi che, anche se in riduzione, gli indici di malattia sono ancora presenti. Pur in diminuzione, in Italia continuano a morire persone a causa del covid 19. Gli effetti dei comportamenti irresponsabili si vedranno tra una quindicina di giorni. Infatti, nella maggior parte dei casi, il virus circola tra i giovani in maniera subdola, asintomatica o paucisintomatica. Solo se questi trasmetteranno il virus a persone più deboli, ci renderemo conto degli effetti. Nulla in contrario al divertimento e alla voglia di vivere dei giovani, ma deve sempre prevalere la vita, appunto. Per questo motivo si continua a ribadire da più fronti l’importanza del distanziamento fisico e l’uso delle mascherine. Vale sempre la regola delle 3 M: metro (distanziamento fisico), mascherine, mani (igiene personale).

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