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Cronaca Capaccio

Scandalo a Paestum: il Museo Narrante è stato edificato in area alluvionale

A puntare i riflettori sul caso, l'inchiesta del Corriere.it che ha ascoltato anche Maria Cipriani, direttrice dell'area archeologica di Paestum per far luce sullo scandalo

Il nuovo super innovativo museo narrante del santuario di Hera Argiva, a pochi chilometri dall’area archeologica di Paestum è stato edificato nel mezzo di un’area alluvionale. Da museo sembra infatti essersi trasformato in acquario: essendo stato costruito sotto il livello del fiume, a cento metri dall’argine, si allaga a ogni timida esondazione del Sele. L’ultima risale a soli pochi giorni fa e il risultato è lo stesso di sempre: struttura chiusa e inagibile per chissà quanti mesi. A puntare i riflettori sul caso, l'inchiesta del Corriere.it  che ha ascoltato anche Maria Cipriani, direttrice dell'area archeologica di Paestum per far luce sullo scandalo: "Nessuno poteva immaginarselo", si giustifica a proposito dell'ignoranza in Geologia mostrata da chi ha realizzato la struttura. "Lo sapevano tutti, me compresa fin da quando ero piccola", si lascia, però, scappare quando la telecamera sembra spenta.

Il Museo narrante avrebbe dovuto trasformare Paestum in uno dei più grandi attrattori turistici del sud Italia: con il Por 2000-2006, la Regione Campania ha fatto cadere sul sito archeologico salernitano una pioggia di oltre 25 milioni di euro. Si legge ancora sul Corriere: Con una parte di quei soldi sono stati finanziati importanti e ben riusciti interventi di restauro sui templi e sulle mura. Sono stati recuperati anche meravigliosi reperti di pittura funeraria, che però oggi giacciono nei depositi. Il grosso dei finanziamenti è finito invece in opere che non sembrano aver goduto del ben volere di un dio. Oltre ai quasi 900 mila euro spesi per il museo “acquario” e ai 250 mila euro per un roseto sfiorito nel corso di una stagione, quasi 3 milioni e mezzo di euro sono serviti per acquistare un vecchio stabilimento della Cirio, che si voleva trasformare nella porta di ingresso dell’area dei templi. In corso d’opera ci si è accorti però che servivano molti più soldi e quello che sarebbe dovuto diventare un avveniristico museo si è trasformato in un rifugio per senza tetto.

Con altri 5 milioni di euro sono stati finanziati sia il rifacimento della strada che costeggia le mura sia due nuovi parcheggi, fino ad oggi rimasti inutilizzati perché incompiuti: all'appello mancano altri 13 milioni di euro per ultimare tali lavori. Ma, come ironizzato sul Corriere, intanto i turisti possono comunque continuare a parcheggiare nei due parcheggi privati preesistenti: uno di un parente del sindaco di Capaccio Paestum, Italo Voza, e l’altro dell’assessore. Una vergogna.

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