Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Nausicaa Orlandi a Salerno: "Ecco perché la professione di chimico è fondamentale per le nuove sfide"

L’intervento alla tavola rotonda "Chemistry meets Industry and Society" organizzata a Salerno

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

“Nessun futuro senza chimica. Creare una sinergia positiva tra chimica, società ed industria”. Questo il tema della tavola rotonda appena conclusa e che ha aperto “Chemistry meets Industry and Society” (CIS), il congresso scientifico internazionale, con 350 iscritti, 3 plenarie e 8 sessioni parallele, organizzato da La Società Chimica Italiana (SCI), EuChemS, Federchimica, Farmindustria ed il supporto di INSTM e AIM. Obiettivo? Dimostrare il ruolo strategico della Chimica per il progresso e l'innovazione di settori fondamentali quali l’energia, la salute, la sostenibilità e la sicurezza nella vita quotidiana. Protagonista dell’incontro-dibattito, moderato dal giornalista scientifico Pietro Greco, il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNCF), Nausicaa Orlandi, salita sul palco per ribadire l’importanza della Chimica in molti aspetti della vita quotidiana e della società e per delineare quelle che sono le dimensioni della professione di Chimico in Italia. «La professione di Chimico è stata istituita in Italia nel lontano 1928 e posta sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia. Proprio in occasione dei 90 anni di questa professione, la Legge n.3 del 11 gennaio 2018, ha annoverato la professione di Chimico tra le professioni sanitarie ponendola sotto la vigilanza del Ministero della Salute. Tutto ciò ha permesso di veder riconosciuta dal legislatore la valenza del Chimico ed il valore sociale di questo professionista nell’ambito della salute e dell’ambiente. A livello numerico – continua il Presidente Orlandi – la Federazione rappresenta più di 10.000 iscritti tra Chimici e Fisici e nello specifico, tra i professionisti Chimici sono presenti circa il 38% di donne e 62% di uomini. A livello di numeri possiamo individuare tre fasce di età: gli “under 40” che rappresentano il 15% degli iscritti, gli “over 60” rappresentano il 25% e le fasce di età da 40 a 59 anni rappresentanti circa il 60%». Andando a vedere nel dettaglio qual è l’incontro tra domanda e offerta di questa professione, si presenta un quadro molto ampio e stimolante per i giovani laureati: oggi, infatti, i Chimici oltre ad operare nel mondo universitario come docenti e ricercatori, nelle scuole secondarie, nei laboratori industriali di ricerca e produzione, nel mondo imprenditoriale e dell’industria e come liberi professionisti, sono presenti anche all’interno di diversi Enti. Si parla di aziende ospedaliere, laboratori di sanità pubblica, Arpa, ASL, ISPRA, ENEA, INAIL, CNR, IZS, SPISAL; di corpi speciali dello Stato, come ad esempio le forze armate, dogane e la polizia scientifica, e infine di strutture ministeriali. Chimico: una professione fondamentale per l’evoluzione del mercato e la sostenibilità delle imprese «È proprio la valenza tecnica e scientifica dei nostri professionisti – afferma la Dott.ssa Chim. Orlandi – che porta a ricordare ai giovani che la professione di Chimico è fondamentale per le nuove sfide legate all’evoluzione tecnologica, ambientale, economica e sociale. Perché è una figura professionale di cui il mercato in continua evoluzione avrà sempre più bisogno e le cui competenze e conoscenze saranno sempre più preziose, dall’ambiente alla salute e sicurezza sul lavoro, dalla prevenzione alla gestione del rischio nell’ambito sanitario, dall’alimentazione alla cosmetica e farmaceutica, dall’ambito forense alla conservazione del patrimonio artistico culturale». In merito a tematiche legate alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, va ricordato che la professione di Chimico già da tempo è impegnata in tali ambiti dove sono richieste competenze tecniche specifiche per studiare approcci, processi e prodotti che siano realmente sostenibili. «L’aspetto della sostenibilità – dichiara Orlandi – deve infatti fare i conti con la realtà. Ovvero, prendendo come esempio l’ambito delle energie rinnovabili, è necessario tenere conto di fattori quali la capacità produttiva di un territorio, la densità della popolazione ed i consumi pro-capite di energia, il reale aumento di crescita di consumo energetico nei paesi in via di sviluppo, gli impatti ambientali correlati all’applicazioni di energie rinnovabili su larga scala, e molto altro. In poche parole, ci vuole un approccio scientifico e multidisciplinare per trovare la “ricetta” più opportuna in funzione del processo produttivo che si vuole rendere sostenibile. Non possiamo poi parlare di sviluppo sostenibile senza tenere conto del concetto di accountability, cioè il rendere conto all’esterno di quanto fatto e dei risultati raggiunti. Questi temi sono entrambi importanti per le imprese che hanno fissato degli obiettivi di sostenibilità e che possono vedere nei nostri professionisti un valido supporto per implementare e raggiungere le attività necessarie». La sostenibilità: elemento imprescindibile del codice deontologico dei chimici Il Presidente della FNCF ha inoltre fatto presente che i chimici sono annoverati tra le figure professionali emergenti dei prossimi cinque anni; in particolare, saranno ricercati dalle imprese per cogliere al meglio le opportunità offerte dall’economia circolare e per riorientare i processi produttivi in termini energetici, ambientali, di gestione e valorizzazione dei rifiuti e della sostenibilità. «Il codice deontologico è stato approvato dalla FNCF nella sua ultima versione l’11 ottobre 2018. È adottato a livello nazionale ed esemplifica le regole di etica professionale che gli iscritti all’Albo dei Chimici e dei Fisici sono tenuti a conoscere e ad osservare le norme e i principi posti a garanzia del cittadino, della collettività, delle imprese, oltre che a tutelare l’etica e il decoro della professione. Tra i suoi principi generali, troviamo che il professionista, adempiendo consapevolmente ad una funzione sociale di pubblica utilità, si adopera anche al fine di un corretto sviluppo delle scienze ed al miglioramento della qualità della vita della popolazione. Pertanto – prosegue il Presidente Orlandi – il professionista, agendo con senso di responsabilità, scienza e coscienza, si adopera per la tutela dell’ambiente e contro ogni spreco o insostenibile sfruttamento delle risorse naturali». Il messaggio della FNCF: lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni «I nostri professionisti hanno passione, impegno, competenza ed agiscono secondo principi di scienza e coscienza, con un unico comune denominatore che è il codice deontologico. I nostri iscritti sono consapevoli che l’attività del Chimico e del Fisico è una risorsa che deve essere tutelata e che allo stesso tempo implica doveri e responsabilità nei confronti della salute, dell’ambiente e della collettività, ed è decisiva per permettere il raggiungimento di obiettivi quali lo sviluppo sostenibile, la sicurezza sul lavoro, il rispetto dell’ambiente, il corretto utilizzo delle risorse, il benessere e la qualità della vita. Sono consapevoli che, per raggiungere nel modo migliore tali obiettivi, sono tenuti costantemente a migliorare le proprie capacità e conoscenze ed a garantire il corretto esercizio della professione secondo i principi di autonomia intellettuale, trasparenza, lealtà e qualità della prestazione, indipendentemente dalla loro posizione e dal ruolo ricoperto nell'attività lavorativa in ambito privato, pubblico o libero professionale». «Il nostro è un paese basato su una cultura del rischio ed imprenditorialità, proprie anche dei professionisti. Abbiamo grandi potenzialità, tante eccellenze, molta voglia di fare, ma a volte difficoltà e criticità nel ragionare ed agire insieme come una vera squadra, nel lavorare per un obiettivo comune, quello di creare sinergie. Ritengo pertanto che questo congresso possa essere sicuramente un ulteriore passo nella direzione di creare connessioni e sinergie tra mondo dell’impresa, professione, società e ricerca. Bisogna avere una visione a lungo termine. E per farlo è necessario cambiare passo, avere una visione di insieme e di ampio respiro. È fondamentale lavorare insieme per obiettivi comuni che abbiano come fine il miglioramento della qualità della vita, la salute, la tutela dell’ambiente e la sostenibilità. I tempi sono maturi per ripensare in modo nuovo l’economia ed i modelli di business, una nuova maniera di immaginare prodotti e processi di produzione virtuosi, poco impattanti, equi, innovativi ed a alto valore sociale e territoriale. Questa è una sfida a cui i professionisti non vogliono mancare». www.chimicifisici.it https://cis2019.com/

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