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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Nave cinese carica di passata di pomodoro a Salerno, il blitz della Coldiretti: "Controllate i prodotti"

Questa mattina presso il molo Pisacane, è stato organizzato un blitz degli agricoltori Coldiretti all'arrembaggio della nave. Sei gommoni per circa 150 attivisti, dunque, per contrastare quella che, secondo la Coldiretti, altro non è che una concorrenza sleale in grado di mettere a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole del territorio

Una nave proveniente dalla Cina con un carico di passata di pomodori oggi è approdata al porto di Salerno. Da oltre un mese circolavano voci, ora confermate, sul servizio intermodale container mare-ferro che da Urumqi ha raggiunto l'Italia. Ad annunciarlo, all’inizio di maggio, era stato l’operatore logistico cinese Sdi Logistics segnalando l’avvenuta partenza, il 26 aprile, di un convoglio merci dalla località della regione autonoma dello Xinjiang, nella Cina nordoccidentale, con destinazione Salerno.

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Così, questa mattina presso il molo Pisacane, è stato organizzato un blitz degli agricoltori Coldiretti all'arrembaggio della nave. Sei gommoni per circa 150 attivisti, dunque, per contrastare quella che, secondo la Coldiretti, altro non è che una concorrenza sleale in grado di mettere a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole del territorio. Contemporaneamente, a Bari, stamattina salpano le imbarcazioni con le bandiere gialle all'arrembaggio della 'nave fantasma' carica di grano turco, di cui si erano perse le tracce dopo che aveva lasciato la Tunisia, da cui pare sia stata respinta, e toccato le coste greche per arrivare nella città pugliese.

Blitz del Coldiretti al Porto/29 maggio 2024/fotoreporter Guglielmo Gambardella

I dettagli

Il tragitto del container carico di passata di pomodoro diretto nella nostra città ha previsto il transito del convoglio dallo scalo ferroviario cinese di Khorgos. Da lì, il suo passaggio per il Kazakhstan fino all’imbarco dal porto di Aktau, sul mar Caspio. Dopo il trasporto via nave fino a Baku, in Azerbaijan, il treno è stato ritrasportato per via ferroviaria in Georgia, fino al successivo reimbarco dal porto di Poti e il transito via mare per il Mar Nero, gli stretti turchi, e il Mediterraneo, per giungere a Salerno.

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L'intervento della Coldiretti

Esprime preoccupazione, la Coldiretti che, attraverso il blitz con i gommoni, intende segnalare alle autorità competenti la presenza della nave sul nostro territorio, come spiegato dal Portavoce Roberto Esse: “Riscontriamo l'aumento del 50% delle importazioni di salsa di pomodoro cinese in Italia alla metà del prezzo di quello italiano: non si conosce la provenienza, nè le tecniche usate per la lavorazione, nè gli standard qualitativi di questi prodotti importati, con il rischio che vengano spacciati sui mercati nazionali ed esteri come Made in Italy, con gravi danni per tutto il comparto agricolo nazionale".

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La differenza di prezzo tra i prodotti cinesi e italiani è tra l'altro legata anche alle condizioni di sfruttamento degli uiguri. E questo si riflette sul settore agricolo italiano. Secondo Coldiretti e Filiera Italia, nel nostro Paese sono circa 70mila gli ettari coltivati a pomodoro da salsa, con la Puglia che è il principale polo della salsa Made in Italy nel Mezzogiorno con quasi 18mila ettari concentrati per l'84 per cento nel Foggiano, mentre l'Emilia Romagna è il centro di principale raccolta del prodotto nel Nord Italia con 26mila ettari, oltre la metà fra Piacenza e Parma. A livello nazionale la filiera del pomodoro impegna complessivamente circa 7mila imprese agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e occupa 10mila addetti, per un fatturato totale che lo scorso anno ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro. Stando a quanto dichiarato da Lorenzo Bazzana, Responsabile Economico Coldiretti, a Today.it, quello importato dalla Cina è principalmente concentrato di pomodoro che è arrivato a "pesare", in termini di prodotto fresco, a seconda delle campagne, dal 10 al 25 per cento della produzione nazionale di pomodoro da industria. L'allarme scatta perché il prodotto proviene da un Paese terzo - in questo caso la Cina - dove vengono osservate regole produttive, fitosanitarie, ambientali ed etiche molto diverse da quelle italiane ed europee.

Sono giunte anche le forze dell'ordine, infine, al presidio che durerà ad oltranza, con l'arrivo dei "rinforzi" della Coldiretti provenienti da altre province, tra stanotte e domani.

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