Neonata "gettata" nell'aiuola a Roccapiemonte: interviene il presidente dell'Aibi, il vescovo implora rispetto per la vita

Orrore e pietà sono i sentimenti che, stamattina, albergano nel cuore del Vescovo e della Chiesa diocesana. Lutto anche a Nocera Superiore

Ha suscitato attenzione nazionale, il dramma della neonata morta gettata in un’aiuola, a Roccapiemonte. Come è noto, il corpicino senza vita è stato notato alle 19 in un’aiuola di via Roma da un residente, che si stava recando al parcheggio per prendere la propria auto e che ha subito avvisato i carabinieri, intervenuti sul posto con gli agenti della Polizia municipale e il medico legale.

Nel corso delle analisi è stata rinvenuta una ferita sulla testa della bimba, il cui corpo, che presentava ancora il cordone ombelicale attaccato, è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale di Nocera Inferiore per un’autopsia. L’ipotesi è che la piccola fosse nata da poche ore quando è stato ucciso, anche se resta da capire se la ferita sia stata precedente o successiva all’abbandono. Nel frattempo due persone, marito e moglie di 47 e 42 anni rispettivamente, sono state fermate nel corso della notte dai carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Salerno. I militari, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Roberto Lenza, sono al lavoro per ricostruire la dinamica della tragedia che ha scosso l'intera comunità, come sottolineato dal sindaco.

Parla Marco Griffini presidente di Ai.Bi:

“Davvero si tratta di un fatto sconvolgente. La morte o l’uccisione di un neonato è una tragedia che toglie il sonno. In casi come questi ci si domanda che cosa si sarebbe potuto fare. In realtà in Italia esistono possibilità diverse per chi non fosse in grado di occuparsi del proprio figlio: dal parto in anonimato, previsto dal DPR numero 36 del 2000, che consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale dove è nato affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica, alle Culle per la vita. Recentemente una di queste ha salvato la vita di un bimbo di Bari, il piccolo ‘Luigi’, la cui storia ha commosso l’Italia.

Ce ne sono circa sessanta su tutto il territorio nazionale, in Campania, dove è avvenuta questa tragedia, sono due. Che cosa bisogna fare allora? Innanzitutto bisogna investire il prima possibile sulle culle per la vita e su una comunicazione efficace e multilingue dell’esistenza della legge sul parto in anonimato. Bisogna promuovere queste realtà, farle conoscere. In televisione passano pubblicità istituzionali di ogni tipo, ma nessuna inerente la salvaguardia della vita dei neonati. Eppure in Italia ogni anno sono circa 400 quelli che vengono salvati grazie a queste due opportunità. Bambini che, probabilmente, avrebbero fatto una brutta fine”.

Il lutto a Nocera Superiore

Intanto, anche Nocera Superiore si unisce al lutto di Roccapiemonte: questa sera alle 18, bandiere a mezz’asta per unirsi al dolore che ha colpito la vicina comunità del salernitano. "Siamo tutti profondamente scossi dall’orrore consumato ai danni di una vita innocente cui vanno le nostre preghiere", ha commentato il sindaco Giovanni Maria Cuofano.

Ad intervenire, dopo lo scioccante ritrovamento, anche il Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice:

Orrore e pietà sono i sentimenti che, stamattina, albergano nel cuore del Vescovo, della Chiesa diocesana, e di innumerevoli onesti dinanzi alla morte di un infante, appena partorito e gettato via. Orrore per un atto inconsulto, dettato forse da ignoranza, paura e solitudine. Pietà per una vita recisa, come un fiore ancora in boccio in un’aiuola. Orrore e pietà!

Mentre si discute e si rende più facile e sempre più privata la soppressione della vita, noi facciamo appello al senso di umanità, al senso stesso della vita, e ci rivolgiamo a tutti gli uomini e alle donne che ancora pensano ed amano: Rispettate la vita! Dio, Amante della vita, ha voluto abitare il grembo di una donna – la Vergine santa – per ricordare a tutti che la vita è un dono sempre e mai può essere soppresso. Nonostante le tante correnti culturali, noi annunciamo ancora con gioia che la vita è sacra e non può essere toccata! Per i superficiali, i distratti e i cinici, oggi si alza forte la voce del Maestro che grida: Guai a voi! (cfr Mt 23, 13-ss).

Sì, sorelle e fratelli, guai a noi se non rispettiamo la vita in tutte le sue stagioni e se, con essa tra le mani, giochiamo, o commerciamo banalizzandola. Guai a noi! Nessun programma, non rispettoso della vita, può essere proposto e reggere nelle nostre realtà. E ricordiamo agli impauriti e sprovveduti che oggi, per legge, si può partorire presso i nostri nosocomi, rimanendo nell’anonimato e rispettando la volontà delle persone. Ed ancora ricordiamo che, per un atto di pietà, si possono lasciare gli infanti – novelli Marcellini – presso le nostre case religiose e le nostre parrocchie. Quante coppie oggi vorrebbero un bambino e, per tanti motivi, non possono e soffrono nel sentire che la vita è gettata tra i rifiuti. Non gettiamo la vita, non la calpestiamo e, figli del perdono, non giudichiamo senza conoscere gli abissi che abitano le nostre città.

Dio mi chiederà conto, ci chiederà conto un giorno: Come hai custodito la tua vita e la vita di tuo fratello? Maria, Madre della Vita, ci aiuti ad accogliere l’Evangelium Vitae e a ritornare umani, rispettando i ritmi della natura e i pensieri di Dio. Mentre Vi invito a pregare, e a stringerVi con affetto alla città di Roccapiemonte e di tutte le realtà dove la vita è minacciata, insieme impegniamoci per accogliere la vita ed ogni vita, sempre e per sempre.

Tutti benedico

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