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Nocera Inferiore, aborti clandestini: individuata una seconda paziente

La procura chiude l'indagine su di un filone investigativo parallelo, riconducibile alla figura dell'ex ginecologo Franco Petrone. E' accusato di aver praticato un'interruzione di gravidanza fuori legge ad una donna, che si rivolse a lui privatamente

Aborti clandestini: la Procura ha individuato un’altra delle presunte vittime dell’ex ginecologo in pensione, Franco Petrone, chiudendo un filone investigativo parallelo, scaturito dopo le denunce di alcune potenziali pazienti presentate alla polizia giudiziaria lo scorso anno. L’episodio viene inquadrato nel settembre 2016, con la donna che si sarebbe rivolta al medico, presso il suo studio privato, per interrompere la gravidanza. L’uomo avrebbe acconsentito alla richiesta, contravvenendo però all’articolo 19 della legge del 1978, che disciplina la tutela sociale della maternità. Facilitando, di fatto, l’intervento in questione senza l’accertamento medico previsto. L’indagine condotta dai carabinieri della sezione p.g. agli ordini del luogotenente Massimo Santaniello, giunse ad una svolta lo scorso novembre con una perquisizione presso lo studio privato del medico e nella stanza a lui in uso, prima di andare in pensione, all’ospedale Umberto I. Grazie ad una serie di riscontri - tra i quali il sequestro ingente di oltre 40 scatole di farmaci tra i quali anche quelli utilizzati per l’aborto e le testimonianze di diverse persone che si sarebbero rivolte al professionista - gli inquirenti mossero quattro diverse accuse nei confronti del 70enne.

La prima di truffa, avendo svolto l’attività di medico in forma privata all’insaputa della direzione sanitaria. Poi di concussione, per aver facilitato l’intervento di una paziente intenta ad interrompere la sua gravidanza, prendendo soldi sotto banco e inserendola in lista in ospedale. Infine, di peculato (per l’appropriazione di farmaci) e per aver praticato aborti clandestini a diverse pazienti non del tutto identificate. Ora, una seconda vittima è stata individuata, a seguito di una denuncia raccolta dagli inquirenti in una fase successiva dell’indagine coordinata dal procuratore capo reggente a Nocera Inferiore, Amedeo Sessa. L’uomo è difeso e assistito dall’avvocato Giovanni Annunziata.

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