Cronaca Nocera Inferiore

Nocera Inferiore, camorra e politica: il "clan" del boss Pignataro resta in silenzio

Sono restati tutti e quattro in silenzio i maggiori protagonisti e indagati dell'inchiesta della Dda a Nocera Inferiore, con accuse a vario titolo per associazione di stampo mafioso e scambio politico-elettorale mafioso

Sono restati tutti e quattro in silenzio i maggiori protagonisti e indagati dell'inchiesta della Dda a Nocera Inferiore, con accuse a vario titolo per associazione di stampo mafioso e scambio politico-elettorale mafioso. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il boss Antonio Pignataro, interrogato nel carcere di Secondigliano e difeso dall'avvocato Antonio Sarno. Stessa sorte per Ciro Eboli, difeso dal legale Gregorio Sorrento, considerato interno al neo "clan di camorra" facente capo all'ex cutoliano. In silenzio anche Carlo Bianco, ex consigliere comunale, difeso dall'avvocato Andrea Vagito. Lo stesso Luigi Sarno, giovane con precedenti agli arresti domiciliari. Il giorno prima a parlare era stato invece il consigliere comunale eletto Nicola Maisto, indagato per corruzione elettorale, perchè avrebbe beneficiato di una serie di preferenze alle scorse elezioni dietro compenso in denaro. Il gruppo sarebbe stato "guidato" proprio da Luigi Sarno. Maisto ha respinto tutte le accuse, sostenendo di non conoscere nessuna delle persone di quel gruppo che si sarebbe mosso nell'ombra, per lui, lo scorso giugno

Le accuse

Le indagini sono la prosecuzione dell'inchiesta "Un'altra storia", condotta dalla Dda con un blitz del 2016 contro i fratelli Michele e Luigi Cuomo. Questa volta però, la figura di spicco che emerge è quella di Antonio Pignataro, affiliato alla NCO di Raffaele Cutolo. Nel 2015 Pignataro aveva avuto la concessione di espiare la pena ai domiciliari per gravi motivi di salute. Dalle indagini, pare che invece si fosse tuttavia nuovamente imposto come referente criminale sul territorio di Nocera. Insieme a Ciro Eboli (cognato di Luigi Cuomo e di Luigi Sarno) avrebbe rivendicato il suo carisma criminale sul territorio attraverso diversi episodi i cui riscontri sono ora nero su bianco da parte degli inquirenti. Pignataro avrebbe mostrato interesse anche per le ultime elezioni a Nocera Inferiore. Insieme ad alcuni sodali, si sarebbe accordato con il consigliere Carlo Bianco (ex consigliere della lista "Riformisti") che avrebbe avuto dal "boss" la promessa di ottenere voti attraverso "la forza di intimidazione di quest'ultimo" in cambio "della erogazione della utilità, rappresentanta dal cambio di destinazione urbanistica di un fondo ubicato nelle vicinanze delle proprietà della diocesi di Nocera Inferiore, sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare alla mensa Caritas. A riguardo, ci sarebbe stato l'interessamento e coinvolgimento diretto dello stesso Pignataro, di Ciro Eboli e di Antonio Cesarano (ex assessore del Comune di Nocera Inferiore). Secondo la Dda, questi ultimi tre avevano il compito di fungere da tramite tra il consigliere comunale Bianco e Pignataro (che non poteva uscire di casa, perchè ai domiciliari). Bianco non sarà poi eletto

Le indagini appurarono poi che dalle sollecitazioni di Bianco, la giunta di Nocera il 16 maggio 2017 adottò l'atto di indirizzo ai funzionari comunali propedeutico alla variante al Puc, che coinvolgeva il terreno indicato e oggetto dell'interesse del gruppo. Per questo, Bianco avrebbe ottenuto la promessa di un pacchetto di 100 voti in ragione della sua candidatura nella lista "Moderati per Torquato". 


 

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