Pompe di benzina "truccate", finisce a processo il gestore

Il 36enne, secondo quanto mosso dalla procura, avrebbe utilizzato "strumenti funzionali all'erogazione del carburante contraffatti, o comunque alterati, recando danno ai clienti

Va a processo per aver utilizzato strumenti contraffatti e alteratiper le sue pompe di benzina, con meno carburante rispeto a quello pagato dagli automobilisti e dal resto dei cilenti. Si tratta di A.P. , napoletano, legale rappresentante di un impianto di carburanti Eni. Il 36enne, secondo quanto mosso dalla procura, avrebbe utilizzato "strumenti funzionali all'erogazione del carburante contraffatti, o comunque alterati, recando danno ai clienti".

La truffa

Gli episodi risalgono all'11 ottobre 2018. L'inchiesta nacque da un'attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza, impegnata in un lavoro di accertamento sugli strumenti adoperati nell'erogazione del carburante. Nella stazione di servizio furono effettuati controlli sulle singole pompe, con erogatori e indicatori "aggiustati" al ribasso, per permettere un guadagno sui quantitativi immessi nei serbatoi. Il quantitativo scelto dal cliente non corrispondeva poi mai a quanto deciso, con tanto di pagamento.

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