Nocera, sull'indagine dell'Antimafia parla il sindaco Torquato: "Mai ceduto al malaffare"

Sull'indagine che la Dda sta conducendo sul "clan" dell'ex cutoliano Antonio Pignataro, il primo cittadino esce allo scoperto e rilascia una lunga riflessione sull'onestà dell'amministrazione. Nel caso, si dice anche pronto a un passo indietro

Camorra e politica: nell'indagine che la Procura Distrettuale Antimafia sta conducendo sul "clan" dell'ex cutoliano Antonio Pignataro, l'ex consigliere comunale Carlo Bianco, Ciro Eboli, Luigi Sarno ed altre 17 persone, a loro volta indagate per corruzione elettorale per aver votato il consigliere comunale eletto Nicola Maisto dietro pagamento di soldi in contanti, dice la sua anche il sindaco Manlio Torquato. Dopo un silenzio di una settimana, nella quale lo stesso primo cittadino è stato anche sentito dall'Antimafia come persona informata sui fatti, il sindaco ha deciso di dire la sua: "In questa lunga settimana non ho inteso, tranne le reazioni delle prime ore, commentare l’accaduto. Non per timori o indifferenza, ma per il rispetto dovuto ad una delicata fase di indagine, nonché per la mia lontananza dalla città durante questi giorni dedicati al riposo. Ora, in un quadro che si va pian piano delineando, alla ripresa del lavoro, ribadisco con forza la mia, la nostra sostanziale estraneità a questa vicenda; oltre che per quanto dobbiamo ad una comunità che in 5 faticosi anni abbiamo accompagnato verso il riscatto morale e civile. Perché mai allora riprecipitarla nel baratro?  Il rispetto della legalità, la correttezza politico amministrativa, il disinteresse, la lontananza totale da ogni fenomeno criminale, l’attenzione al bisogno, la buona fede, hanno contraddistinto non solo l’azione di questi anni, con concreti atti, ma l’intera mia vita, quella della mia famiglia. Con sacrifici anche pesanti in termini personali"

"Pronti ad un passo indietro"

"E confidiamo - continua il sindaco - nel rispetto del suo lavoro, che la magistratura inquirente lo sappia, verifichi e comprenda ciò. La nostra vittoria elettorale d’altronde è stata di tale ampiezza e portata ed era, già alla vigilia, così percepita, che solo un folle o un colluso avrebbe potuto voler avallare operazioni o attività illegali. Né l’uno né l’altro. A leggere alcuni commenti, spiace che si possano nutrire dubbi di qualunque tipo sul nostro conto, non perché’ siamo immuni da errori, ma perché non siamo disposti a condividere neanche un centimetro col sospetto che la nostra azione sia per l’illegalità’. Siamo convinti che la città vada guidata come abbiamo fatto in questi anni, perciò’ pronti ad andare avanti. Ma siamo altrettanto convinti che nessun prezzo debba essa pagare per questa vicenda. Saremo perciò pronti a fare un passo indietro qualora dovessimo esserle di intralcio. Sappiamo però, nell’accingerci a riprendere il lavoro, e non lo diciamo solo a parole, che mai mai mai cederemo di un millimetro all’illegalità e al malaffare".

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