Studente con handicap, ma scuola gli nega sostegno pieno: famiglia vince ricorso al Tar

Il caso è finito davanti al Tar, dopo il ricorso presentato dai genitori dello studente diversamente abile. Nell'accogliere l'istanza, i giudici hanno consentito al ragazzo di ottenere il sostegno pieno

Il centro medico legale dell’Inps di Nocera Inferiore ha riconosciuto a un ragazzo dell’Agro una grave forma di handicap, ma l’istituto superiore a cui è iscritto non gli ha assegnato le ore di sostegno scolastico di cui è beneficiario. Il caso è finito davanti al Tar, dopo il ricorso presentato dai genitori dello studente diversamente abile. Nell'accogliere l'istanza, i giudici hanno consentito al ragazzo di ottenere il sostegno pieno. 

Il procedimento

La famiglia aveva chiesto l'annullamento, con sospensione, «del verbale del dipartimento di sostegno dell’istituto di istruzione superiore, nella parte in cui, per l’anno scolastico 2019/2020, all’alunno sono state assegnate 14 ore di sostegno, in assenza di Piano educativo individualizzato». Il Pei è il documento dove ci sono gli interventi integrati ed equilibrati tra loro e predisposti per l'alunno in situazione di handicap, per un determinato periodo di tempo, collegati al sul percorso per il diritto all’educazione e all’istruzione. Oltre a ciò, il ricorso chiedeva l’annullamento di «tutti gli atti presupposti, collegati e connessi, nella parte in cui assegnano due insegnanti di sostegno al figlio dei ricorrenti per sole 14 ore settimanali, in luogo delle 18 cui ha diritto». I genitori hanno anche chiesto «l’accertamento e la declaratoria del diritto del figlio minore dei ricorrenti all’assegnazione, per l’anno scolastico in corso, del sostegno didattico per l’intero monte ore in ragione della grave patologia».

La decisione

I giudici hanno riconosciuto la violazione dell’articolo 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ma anche la violazione della Costituzione europea e di alcune disposizioni ministeriali. Secondo i magistrati «ogni contrapposta esigenza organizzativa o di spesa, risulterebbe recessiva prevalendo il diritto del minore, accertato dagli organi sanitari, al sostegno per l’intero orario scolastico, anche attraverso il ricorso a procedure di assunzioni in deroga». Peraltro, «il rapporto, nei casi di disabilità particolarmente grave, come quella di specie - hanno scritto i giudici del Tribunale amministrativo regionale -, consentirebbe di garantire il diritto all’istruzione non soltanto dell’alunno portatore di handicap ma anche dei suoi compagni di classe». Nel dispositivo vengono analizzate una serie di omissioni, come quella delle esigenze dell’allievo disabile e le ore di sostegno necessarie. Con un'altra istanza, il giudice monocratico aveva riconosciuto le 18 ore di sostegno allo studente. Il Tar ha ritenuto il «ricorso fondato, stante la condivisibilità di tutte le censure alle quali lo stesso è affidato».

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