Dal volontariato alla droga: il retroscena sul blitz a Nocera

Punto di riferimento di un gruppo di spacciatori era un giovane di 20 anni, che tempo addietro aveva praticato volontariato per espiare un'accusa della procura, sempre per possesso di droga. Diventato maggiorenne, è di nuovo accusato di spaccio

Aveva svolto volontariato sociale presso varie associazioni, quando era ancora minorenne, per volere del giudice. La cosiddetta «messa alla prova», quel lavoro di pubblica utilità che si prescrive ad un imputato – in alcuni casi - se vuole evitare un processo. E questo dopo essere stato beccato nei pressi di un garage, al cui interno vi era custodito un chilo di marijuana. Era il 2015 e il ragazzo era insieme ad altri coetanei. Estinto il reato, ma forse non le intenzioni - così come contestano ora procura e gip - e compiuta nel frattempo la maggiore età, A.O. fu beccato a Nocera Superiore insieme ad un altro ragazzo con 100 grammi di fumo. Patteggiò un anno in abbreviato.

Giorni fa, insieme ad altri sei, è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Ma con accuse più gravi: quella di essere a capo, a soli 20 anni, di un gruppo dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Tutti hanno scelto il silenzio. Così hanno fatto anche A. P. , G.M. , V.A. , E.R.P. , S.C. e A.F. I sette sono agli arresti domiciliari. Con loro, ci sono altri 9 indagati a piede libero coinvolti nell’ultimo blitz antidroga voluto dal sostituto procuratore Roberto Lenza. L’indagine abbraccia un periodo che va da gennaio a maggio 2017, con un gruppo di giovanissimi a comporre una banda «rivale» a quella già sgominata tempo fa, che faceva riferimento ad A.Z. e M.R. Sono proprio questi ultimi due, intercettati, a parlare dei loro "nemici". Anche stavolta gli investigatori ipotizzano un asse con la città di Pagani per il rifornimento di droga. Lo confermerebbero riscontri da fonti confidenziali incrociati con l’inchiesta attuale, oltre ad un ingente sequestro fatto in casa di uno degli indagati. I carabinieri, hanno inoltre scoperto che in un caso, due degli indagati, avrebbero spacciato anche la ketamina, farmaco usato come anestetico. Le attività del gruppo erano emerse grazie ad una cimice piazzata dai carabinieri e rimossa troppo tardi da due dei coinvolti. Per il gip esisterebbe anche l’ipotesi dell’associazione a delinquere. Sarà la procura a decidere se muovere la nuova accusa. 

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