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Nocera, estorce 700 euro ad un minore con la scusa della bici rotta: condannato

Il ragazzo ha definito la sua pena, in primo grado, dinanzi al gup del tribunale

Ha patteggiato 3 anni e 6 mesi il 23enne accusato di estorsione e violenza privata verso due minorenni. Insieme ad un amico, di 18 anni, aveva estorto 700 euro al suo amico di 16 anni, con la scusa di una bicicletta rotta. La bici era stata prestata alla vittima, che gliel'aveva poi restituita all'indagato con piccoli danni, a seguito di una caduta. Un pretesto, questo, per l'imputato e per il 18enne, per estorcere 1500 euro totali a due ragazzini di 16 anni.

L'indagine

Il giovane ha definito la sua pena in primo grado, dinanzi al gip. A condurre le indagini era stata la polizia di Stato, dopo la denuncia del padre di una delle vittime, insospettito dai comportamenti del figlio - non mangiava nè dormiva più - e dalle sue pressanti richieste di denaro. Soldi che il ragazzo voleva consegnare al suo aguzzino, perchè impaurito dai suoi modi. Stessa sorte per l'amico, anche lui minorenne, bersagliato di minacce e telefonate intimidatorie, anche in piena notte, affinchè consegnasse quei soldi. Nelle carte della procura si parlava anche di minacce esplicite di morte, consumate dai due indagati, che si sarebbero presentati anche dalla famiglia di una delle due vittime, nel pretendere sempre più soldi. La scusa era quella di riparare la bicicletta danneggiata, ma il denaro che avrebbero accumulato superava di gran lunga il danno subito. I due indagati riuscirono a raccogliere da entrambi i minorenni 800 e 700 euro. Prima di essere arrestati, lo scorso giugno. 

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