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Reati fiscali e tributari, due imprenditori di Nocera rischiano il giudizio immediato

I due avrebbero gestito con ruoli e tempi diversi una società nella distribuzione alimentare, finita al centro del sistema contestato scoperto dalla Procura

Richiesta di giudizio immediato per due imprenditori di Nocera, accusati di truffe finanziarie ed evasione fiscale, con il sequestro di quote societarie e bancarie per tre milioni e mezzo di euro. Questo circa un mese fa. Ora la richiesta di processo della procura, che sarà vagliata dal gip, con l'eventuale fissazione del dibattimento. 

Le accuse

I due avrebbero gestito con ruoli e tempi diversi una società nella distribuzione alimentare, finita al centro del sistema contestato scoperto dalla Procura di Nocera Inferiore. I due, secondo il meccanismo messo in piedi per aggirare pagamenti e versamenti in termini di imposte, avrebbero accumulato un debito ingente, con l’attività investigativa svolta dai militari della Guardia di Finanza. In particolare, il sequestro era stato disposto dal pm dopo l’accoglimento da parte del gip, per quanto riguarda beni mobili, immobili e valori mobiliari riconducibili alla ditta in questione, il tutto finalizzato alla confisca per equivalente. Le indagini nei loro riguardi partirono dopo il dissesto e conseguente dichiarazione di fallimento della società coinvolta - poi revocato dalla Corte di Appello di Salerno a seguito d’impugnazione - situazione nell’ambito della quale si era registrato un fittizio trasferimento di disponibilità all’estero, con cessione delle quote societarie ad un soggetto di nazionalità ucraina, trasferimento la cui fittizietà non fu ritenuta adeguatamente dimostrata a giudizio della Corte d’Appello di Salerno, che revocò il fallimento in precedenza dichiarato dal Tribunale di Nocera Inferiore. A seguire poi, i due per evitare il pagamento delle imposte, avrebbero effettuato attraverso società direttamente ed indirettamente riconducibili ad uno degli indagati, uno svuotamento della consistenza patrimoniale dell’impresa nel frattempo dichiarata fallita, attraverso il trasferimento di beni aziendali riferiti ai molteplici punti vendita (supermercati). Gli elementi della procura avevano poi comprovato la mancata esibizione delle scritture fiscali della società facendo perfezionare, oltre alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, il reato di occultamento/distruzione di documenti contabili. 

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