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Finanziere di Nocera al soldo di un clan di camorra, condannato a 17 anni

E' stato condannato a 17 anni di carcere C.A., ex finanziere di Nocera Inferiore, accusato da alcuni collaboratori di giustizia di camorra di essere al soldo del clan Di Lauro e della Vanella Grassi

E' stato condannato a 17 anni di carcere C.A., ex finanziere di Nocera Inferiore, accusato da alcuni collaboratori di giustizia di camorra di essere al soldo del clan Di Lauro e della Vanella Grassi, e di aver gestito per loro affari criminali mentre era ancora in divisa. Un pentito, in particolare, riferì che il militare fosse uomo di fiducia dei clan. Nella loro requisitoria, i pubblici ministeri avevano chiesto per lui 20 anni di carcere. Sono stati invece assolti altri due imputati per tentato omicidio. La sentenza è del gup del tribunale di Napoli, che ha condannato esponenti del clan Di Lauro. Sei in particolare, per un totale di 51 anni di carcere

L'agguato mancato

Il piano era studiato nei dettagli e consisteva nel simulare un controllo al solo scopo di uccidere un esponente del clan rivale. Anche di questo era accusato C.A. , il finanziere nocerino classe 77, arrestato n un maxi blitz dell Squadra Mobile di Napoli insieme ad altre 26 persone. Sullo sfondo due dei principali clan di Secondigliano, protagonisti della "faida di Scampia" consumata tra il 2012 e il 2014. Basco verde, già sospeso due anni fa dalla sua attività, il finanziere sarebbe stato a capo di uno squadrone della morte - siamo nel 2012 - in una palazzina popolare nella "terra" del clan Abbinante. L'obiettivo era G.E. , scampato a diversi agguati e prelevato dal commando per il piano. Secondo il racconto dei pentiti, il finanziere quel giorno era in un'auto assemblata per sembrare come una di quelle in dotazione alle Fiamme Gialle. Si trattava di una Fiat Bravo colorata di grigio. Con lui c'erano alcuni affiliati. Ma nel momento chiave accadde qualcosa: la vittima predestinata capì di essere finito in una trappola. Due donne di casa sua cominciarono a urlare, costringendo l'uomo a chiamare polizia e carabinieri. Il piano saltò e l'obiettivo dei presunti killer riuscì a fuggire. Stando alle indagini, il militare avrebbe guadagnato dai 2 ai 3mila euro al mese per i suoi servigi al clan. 
 

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