Nocera Inferiore, morì schiantandosi su di un pilastro: condannato 33enne

Si chiude in primo grado il processo per la morte di Gianluca Ferrentino, il 31enne di Nocera Superiore, vittima di un incidente mortale nel 2011, a via Pucci. Il tribunale ha condannato ad 1 anno, pena sospesa, il 33enne Vito Colucci

Morì a seguito di un incidente stradale, sbalzato dal suo scooter e finendo contro un pilastro. Il tribunale di Nocera Inferiore ha chiuso in primo grado il processo per omicidio colposo a carico di Vito Colucci, 31enne nocerino, condannato ad un anno di reclusione per la morte di Gianluca Ferrentino, suo coetaneo. L’incidente risale al 13 luglio 2011, in via Pucci, un’arteria che per anni è stata teatro di scontri mortali. Era sera, le 23.10 circa, quando Gianluca Ferrentino, 32enne di Nocera Superiore, viaggiava a bordo della sua vespa nera 150. Nell’avvicinarsi all’auto, una Fiat 600 grigia, un lato del suo scooter fu colpito accidentalmente, terminando la sua corsa su di un marciapiede. Il giovane fu sbalzato dalla sella, finendo a ridosso di un pilastro. Morì sul colpo, mentre il mezzo andò in parte distrutto. La Fiat grigia stava per girare a sinistra e forse stava per farlo anche lo scooter.

La dinamica dei fatti sarà chiara solo con il deposito delle motivazioni del giudice monocratico Domenico Diograzia. Per Ferrentino fu inutile ogni soccorso: a distanza di pochi mesi avrebbe compiuto 32 anni. Lavorava nell’azienda Doria ad Angri, in qualità di responsabile amministrazione per i fornitori. Sul posto giunse la polizia per i rilievi del caso: a giudicare dai danni provocati e dall’unico testimone chiamato a raccontare quanto visto quella sera, la velocità di uno dei due mezzi risultò essere sostenuta. Fu un attimo. Per Colucci, assistito e difeso dall’avvocato Raffaele Astarita, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 9 anni. Le indagini furono affidate al sostituto Marielda Montefusco, che si servì dell’aiuto di un perito per ricostruire i movimenti dei due mezzi di circolazione. Non è chiaro se la vittima avesse tentato un sorpasso o se invece, avesse intenzione di girare anch’egli a sinistra. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro sessanta giorni.    

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