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Nocera Inferiore, aborti clandestini: ginecologo in pensione patteggia la pena

Si chiude l’indagine della Procura di Nocera Inferiore su quegli aborti clandestini che sarebbero stati praticati nel corso del 2016, con un ex ginecologo in pensione, a patteggiare 1 anno e 8 mesi di reclusione

Si chiude l’indagine della Procura di Nocera Inferiore su quegli aborti clandestini che sarebbero stati praticati nel corso del 2016, con un ex ginecologo in pensione a patteggiare 1 anno e 8 mesi di reclusione. Con pena sospesa, il gup del tribunale ha accolto la richiesta del legale del professionista, Giovanni Annunziata. L’inchiesta era partita nel novembre 2016, con una serie di perquisizioni eseguite dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria nello studio e presso il domicilio del medico. Il 70enne era accusato di truffa, perché accusato di aver percepito come dirigente specialista diversi compensi svolgendo però attività in forma privata. In sostanza, avrebbe percepito un profitto pari alla differenza retributiva mensile tra il rapporto a tempo pieno (che risultava incompatibile con un lavoro di tipo privato) e quello a tempo determinato. E all’insaputa della direzione sanitaria dell’Umberto I.

La seconda accusa era di concussione, avendo raccolto una somma in denaro da una paziente che sarebbe stata poi inserita in una lista in ospedale per interrompere la gravidanza. Alla donna avrebbe tuttavia riferito, in una fase iniziale, che posti non ve ne fossero. La terza accusa mossa dal sostituto procuratore Amedeo Sessa era invece di peculato, concretizzata con la scoperta da parte dei carabinieri di 41 scatole di farmaci che furono trovate in casa del medico, ma anche nel suo studio e nell’armadietto in ospedale nelle sue disponibilità. Tra i farmaci c’erano anche quelli che servivano per interrompere le gravidanze. L’ultima accusa consisteva invece nella violazione della legge 194 che regola gli aborti in Italia: la Procura contestò al professionista di aver indotto o praticato interruzioni di gravidanza a diverse donne presso il suo studio privato. Ma alcune di loro, come riscontrarono anche gli investigatori, non furono mai identificate del tutto. Il procedimento si è ora chiuso, a distanza di quasi un anno, con un patteggiamento chiesto dal medico che ha trovato in accordo procura e giudice per l’indagine preliminare.  

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