Omicidio di Giorgio Barbarulo, ergastolo per Mariniello: il nocerino arrestato dopo la sentenza

La sentenza è stata emessa oggi pomeriggio. Sullo sfondo il delitto consumato ai danni del legale, nel suo studio, il 29 luglio del 1980

Omicidio dell'avvocato Giorgio Barbarulo, la Corte d'Assise di Salerno ha condannato, con arresto contestuale, all'ergastolo Macario Mariniello, il 60enne nocerino ex affiliato alla Nco di Cutolo. La sentenza è stata emessa oggi pomeriggio. L'imputato era difeso dai legali Gregorio Sorrento e Alfonso Senatore.

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L'omicidio

Sullo sfondo l’agguato di fuoco consumato ai danni del legale, nel suo studio, il 29 luglio del 1980. Mariniello si recò all’interno del palazzo dove l’avvocato svolgeva la sua attività, armato di pistola. Lo trovò in atteggiamenti intimi con la sorella, che invece era in stato confusionale. Dopo una discussione, gli esplose contro 8 colpi da una Beretta calibro 7,65. Gli investigatori ricostruirono quei fatti, oltre che la dinamica, solo 14 anni dopo, grazie agli elementi forniti da un collaboratore di giustizia. Il giorno dell’omicidio Mariniello era già ricercato dai carabinieri per altri due omicidi. Il processo era ritornato in fase preliminare, dopo un annullamento della Corte di Cassazione legato ad un problema sull’estradizione del nocerino dalla Spagna. In primo grado era stato condannato all’ergastolo, ma in Appello ottenne una condanna riformulata in 24 anni, per il riconoscimento di un vizio parziale di mente. Per le motivazioni servirà attendere novanta giorni. Nelle ultime udienze, l'imputato aveva reso spontanee dichiarazioni, ricostruendo i fatti di quel giorno, e spiegando di aver sparato alla vittima durante un litigio, dietro la minaccia da parte di quest'ultima di chiamare i carabinieri. Di recente, il tribunale di Nocera aveva liberato dal carcere Mariniello, arrestato tempo prima per un altro procedimento, per il quale è sotto processo, per usura aggravata. L'arresto è stato motivato per il pericolo concreto di fuga, oltre che per la recidività dell'imputato, essendo già stato latitante negli anni 80.

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