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Nocera Inferiore, guerra tra bande: al setaccio del Ris i telefoni del "gruppo Cuomo"

Il sostituto procuratore della Dda, Vincenzo Senatore, invia al Ris di Roma i cellulari del gruppo riconducibile al nocerino: si cercano elementi investigativi per chiudere la maxi indagine sulle tre bande criminali sgominate con il blitz di dicembre

L'indagine "Un'altra storia" non è finita: l'Antimafia di Salerno invia i cellulari sequestrati al gruppo di Michele Cuomo al Ris di Roma per accertamenti tecnici. L'analisi degli apparecchi voluta dal sostituto procuratore della Dda, Vincenzo Senatore, punta a scoprire nuovi elementi di interesse investigativo, dopo il maxi blitz dello scorso dicembre, che portò in carcere 21 persone ritenute elementi di almeno tre bande criminali. La sezione investigativa e scientifica dei carabinieri di Roma lavorerà sugli apparecchi, per recuperare qualsiasi elemento che possa essere ricondotto ai reati contestati, prima di giungere alla fase dibattimentale. La stessa richiesta viene ritenuta “assolutamente indispensabile al prosieguo investigativo le informazioni, trattandosi di corpo di reato o cose collegate". Al Ris sono stati inviati Iphone e Samsung, insieme alle varie sim card contenute negli apparecchi. I telefoni sono quelli di Michele e Luigi Cuomo, Antonio De Napoli, Domenico Rese, Luigi Vicidomini, Diego Landino, Mario Passamano e Leontino Cioffi. L'indagine "Un'altra storia" non è ancora conclusa: nelle oltre duemila pagine che compongono le varie informative, si intravedono elementi di interesse probatorio, a loro volta riconducibili ad episodi registrati nei due mesi di fuoco di settembre e ottobre, sui quali la procura potrebbe decidere di agire con nuove contestazioni.

Al setaccio saranno passate telefonate, conversazioni e dati di ogni tipo. Si cercano prove anche su presunti rapporti che gli interessati avrebbero potuto mantenere con elementi rimasti al momento nell'ombra. Un lavoro propedeutico all'indagine, con un primo assaggio effettuato un anno fa sull'utenza di Luigi Cuomo, dopo un suo viaggio in Spagna nonostante fosse ristretto a Nocera Inferiore da un obbligo di dimora. Circostanza che gli valse l'arresto a Fiumicino. Tanti i punti oscuri: a partire da alcuni canali di approvvigionamento della droga (diverse le sfumature emerse con ambienti paganesi) alla completa identificazione di chi prese parte all'agguato di fuoco (insieme ai mandanti) all'esterno della Pentaworld, lo scorso ottobre. L'indagine "Un'altra storia" era uscita in parte ridimensionata, un mese fa, davanti ai giudici del Riesame, che avevano di fatto riconosciuto nella figura di Michele Cuomo il "capo assoluto", ma senza la connotazione mafiosa. Riguardo l'associazione, i giudici così si erano espressi: "Seppur la volontà del suo gruppo fosse quella di affermare il potere criminale sul territorio, con metodi certamente mafiosi, non vi è la prova che la effettiva capacità di intimidazione della comunità sulla quale si esercita la sua azione abbia determinato quel grado di assoggettamento e quella omertà che connotano inderogabilmente l’associazione di tipo camorristico"

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