Lavorava "abusivamente" al tribunale come impiegato: Csm punisce giudice di pace

La vicenda, ora oggetto di un procedimento davanti al giudice del lavoro e anche al Tar, vede come protagonista un uomo che avrebbe aiutato gli uffici con le pratiche, prendendo un compenso senza alcuna autorizzazione

Avrebbe lavorato "abusivamente" al Tribunale di Nocera Inferiore, facendo lavori d'ufficio, svolgendo compiti di cancelleria, inserendo dati nel sistema informatico e via dicendo. Fino a quando non se n'è accorto il Csm. Una storia che racconta La Città e che parte dal ricorso presentato dalla persona sospesa al giudice del Lavoro, nel quale ha lui stesso chiesto il riconoscimento di un rapporto di pubblico impiego. Per quest'episodio, a essere revocato dalla funzione di giudice è stato l'ex coordinatore dell'ufficio di Nocera, che a sua volta ha fatto ricorso al Tar. La storia prende piede nel 2006, quando il Consiglio dell'Ordine nel venire incontro alle difficoltà amministrative e burocratiche dell'ufficio si affida ad un service. L'incarico viene affidato in convenzione ad un'agenzia di Roccapiemonte che stila il tariffario delle pratiche e apre uno sportello nella sede del Consiglio. Qui ci lavora anche P.V. , fino al novembre 2010. Negli atti del Csm figura una lettera, datata 24 gennaio 2011, con la quale l'ex coordinatore chiedeva all'Ordine degli avvocati “la riconferma in via urgente e con decorrenza immediata del signor V.P.”. Consigliando che lo stesso venisse impiegato nella cancelleria civile del giudice di pace, stilando per lui anche una serie di compiti da svolgere, come la registrazione dati nel sistema informatico. 

Una lettera che è stata utilizzata da P.V. nella sua causa di lavoro. Nella pratica del Csm viene riferita la circostanza che lo stesso dipendente avrebbe beneficiato di un contributo per quel lavoro svolto, con gli stessi giudici di pace «evidentemente in accordo con il coordinatore». Ma il Csm ha censurato quel comportamento, definendo il tutto «Una collaborazione del tutto anomala e atipica». Il caso fu segnalato nel 2014, quando la nuova coordinatrice dei giudici di Pace di Nocera lamentò la presenza negli uffici di personale estraneo a quello amministrativo. E facendo partire le verifiche, concluse a gennaio 2016, con l'apertura di un procedimento alla Corte d'Appello di Salerno, che ha chiesto la revoca dell'ex coordinatore, poi accolta dal Csm. E oggi davanti al Tar del Lazio, per via di un ricorso presentato dallo stesso. Queste le parole del Csm, nel momento in cui si è costituito in giudizio e ha motivato la revoca dell'ex coordinatore dell'ufficio del tribunale nocerino: «La condotta gravemente lesiva delle più elementari regole di buona amministrazione e di trasparenza» che ha minato «la credibilità dell’istituzione ed il prestigio della funzione giudiziaria, anche sotto il profilo della morale, dello stile e dell’equilibio. Risulta evidente come ciò incidesse negativamente sulla immagine di terzietà e di trasparenza che deve connotare l’attività della giurisdizione e quindi anche della magistratura onoraria. Opacità ed ambiguità non meramente tollerate ma condivise ed ampiamente consentite da I, all’epoca coordinatore dell’ufficio». 
 

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