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Cronaca Nocera Inferiore

"Carcere" chiesto dal tribunale di Pisa per imprenditore nocerino, Cassazione boccia ricorso

Il ricorso non ha più ragione, scrivono i giudici, in quanto ormai non rileva rispetto alla sopravvenuta, totale remissione in libertà dell’imprenditore e politico di Nocera Inferiore. Sullo sfondo c'era un controllo domiciliare

«Inammissibile per carenza d’interesse pratico e attuale»: così i giudici della Cassazione rigettano il ricorso di C.B. , imprenditore di Nocera Inferiore, da tempo libero, contro l’aggravamento di misura custodiale disposto dal Tribunale di Pisa nel novembre scorso, dopo l’esito di un controllo domiciliare eseguito dai carabinieri, durante la custodia restrittiva presso la sua abitazione.

Il ricorso

Il ricorso non ha più ragione, scrivono i giudici, in quanto ormai non rileva rispetto alla sopravvenuta, totale remissione in libertà dell’imprenditore e politico di Nocera Inferiore. Quella notte, i militari svolsero un controllo di rito, bussando al citofono di casa per verificare l’effettiva permanenza dell’indagato, senza ottenere risposta. La chiamata dei carabinieri, arrivati per la verifica di rito del rispetto della restrizione, valse ad innescare l‘aggravamento poi deciso dal giudice: la difesa aveva lamentato assenza di verifica di funzionamento dell’impianto citofonico e di effettivo ascolto della suoneria dello stesso citofono, data l’ampiezza dell’appartamento, senza valutazioni delle indagini difensive compiute. «La carenza di interesse pratico», richiamata dalla Corte di Cassazione, nelle motivazioni depositate, annulla di fatto ogni necessità di vaglio da parte dei giudici: il ricorso dei legali è inammissibile, con condanna al pagamento delle spese, data la sopravvenuta remissione in libertà di C.B. L'imprenditore, a gennaio scorso, era stato indagato per fittizia intestazione di beni per evitare l'applicazione di misure di prevenzione antimafia. Gli furono sequestrate attività, beni mobili ed immobili per oltre un miliore e mezzo di euro. Ad indagare era stata la Guardia di Finanza di Salerno, eseguendo un nuovo decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip, integrando un precedente sequestro eseguito nell'aprile 2019.

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