Nocera, picchiava la moglie e impediva al figlio di mangiare: finisce a processo

Dall'inizio del 2018 al settembre del 2019, l'uomo avrebbe assunto nei confronti della moglie e del proprio figlio atteggiamenti prevaricatori e violenti, sottoponendo i due per lungo tempo ad una serie continua di vessazioni

Maltrattava la moglie e il proprio figlio, al punto da non far sedere quest'ultimo a tavola per mangiare. Sono queste e altre le accuse per un uomo di 67 anni, di origini calabresi, finito a processo su richiesta della procura di Nocera Inferiore attraverso il giudizio immediato. Dall'inizio del 2018 al settembre del 2019, l'uomo avrebbe assunto nei confronti della moglie e del proprio figlio atteggiamenti prevaricatori e violenti, diventando offensivo e denigratorio, sottoponendo i due per lungo tempo ad una serie continua di vessazioni e violenze. Ad avere la peggio fu la moglie, che in un'occasione fu picchiata al punto da essere soccorsa in ospedale, per guarire le ferite riportate e il forte stato d'ansia dal quale fu presa subito dopo la sfuriata del marito. Le lesioni furono giudicate guaribili in otto giorni. Non andava meglio al figlio, definito "parassita" e preso a schiaffi, oltre che sputato addosso e picchiato, al punto che il padre gli impediva anche di sedersi a tavola per mangiare.

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L'indagine

Umiliazioni continue, con un'aggressione ulteriore consumata nei confronti del ragazzo, con le mani del padre strette al suo collo durante l'ennesima sfuriata. C'è poi anche una terza accusa, quella di stalking, perchè dopo che la coppia si separò, l'uomo avrebbe cominciato ad appostarsi presso l'abitazione della donna, impedendole di uscire di casa per incontrarlo. La donna era infatti terrorizzata, secondo denuncia, al punto da stravolgere le sue abitudini di vita. Ai carabinieri raccontò che l'uomo, come l'avvistava per strada, l'avrebbe più volte minacciata di morte e, in un secondo caso, anche aggredita fisicamente. Durante la fase dell'indagine, l'uomo fu allontanato con un provvedimento del tribunale, con il divieto di avvicinarsi alla casa familiare e alle vittime. Ora il processo, con il gip che valuterà gli elementi raccolti dalla procura durante l'inchiesta, impegnata a raccontare un inferno quotidiano tra le mura domestiche, con vittime una madre e un figlio. 

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