Nocera Inferiore, omicidio Barbarulo: l'imputato Mariniello confessa il delitto in aula

Lo ha fatto ieri mattina, durante l'udienza che lo vede sotto processo per omicidio. La sua sarebbe stata una reazione d'impeto", dopo la minaccia da parte della vittima di chiamare i carabinieri

L'ex capozona della Nco, Macario Mariniello, ha confessato l'omicidio dell'avvocato Giorgio Barbarulo. Lo ha fatto ieri mattina, durante l'udienza che lo vede sotto processo per omicidio. La sua sarebbe stata una reazione d'impeto", dopo la minaccia da parte della vittima di chiamare i carabinieri. L'udienza aveva inizialmente registrato la testimonianza del perito nominato dal tribunale, che ha illustrato il risultato di due colloqui tenuti in carcere con il 60enne ex capo zona della Nco, a Nocera Inferiore. Il nodo da sciogliere era sul riscontro della presenza di un vizio parziale di mente, riconosciuto a Mariniello in una perizia valida per un altro processo, per duplice omicidio. Una forma di "invalidità" che sarebbe stata legata ad uno stato di epilessia, che fu riscontrato con gli strumenti di allora. Una patologia che oggi, con strumentazione moderna, non comporterebbe tuttavia una perdita di coscienza nè potrebbe scatenare un istinto omicida. Queste le conclusioni del perito, che ha riconosciuto comunque in Mariniello una "personalità violenta, caratteropatica". 

La confessione

Era il 29 luglio del 1980. Secondo il racconto di Mariniello, con l'esame sostenuto dal procuratore capo a Nocera Inferiore, Antonio Centore, quel giorno il 60enne, recandosi allo studio dell'avvocato, trovò la sorella e quest'ultimo in atteggiamenti intimi. La donna sarebbe stata in uno stato confusionale, mentre l'avvocato sarebbe stato beccato a compiere atti di autoerotismo, con tanto di macchina fotografica. Mariniello avrebbe a quel punto separato i due, aiutato la sorella a rivestirsi e a portarla in auto, uscendo dallo studio. Con se avrebbe portato anche quella macchina fotografica. Con lui ci sarebbe stato Francesco Sorrentino (deceduto e già giudicato con un'assoluzione per questi fatti), che restò con l'avvocato Barbarulo, a discutere animatamente. Mariniello, nel rientrare allo studio, avrebbe subito la minaccia dell'avvocato, che avrebbe riferito di chiamare i carabinieri. A quel punto, preso da una reazione "violenta", Mariniello avrebbe estratto la pistola, l'avrebbe coperta con un panno, per poi sparare contro Barbarulo. I giudici della Corte d'Assise di Salerno si sono aggiornati al prossimo 11 luglio, quando sarà prevista la requisitoria della pubblica accusa. Il processo per l'omicidio Barbarulo era stato annullato dalla Cassazione, per un problema di estradizione legato alla condizione dell'imputato. Mariniello era stato condannato in primo e secondo grado, poi il fascicolo era ritornato in sede preliminare, con l'iter giudiziario da definire nuovamente attraverso tutti i passaggi previsti per legge. Le indagini si erano avvalse della collaborazione di diversi pentiti e collaboratori di giustizia, che indicarono in Mariniello proprio l'autore di quell'omicidio. 

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