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In alto la vittima, in basso l'imputato

In alto la vittima, in basso l'imputato

Nocera Inferiore, geloso della figlia uccise l'amante dell'ex: chiesto immediato

Per la morte dell’infermiere di 52 anni, Maurizio Fortino, la Procura di Nocera ha chiesto il rito immediato nei confronti di Davide Giorgio Sanzone. Il 42enne, siciliano ma residente a Nocera, è accusato di omicidio volontario per futili motivi

Lo uccise con un solo fendente, colpendolo con un coltello da cucina che afferrò dopo averlo trovato in casa della ex. Per la morte dell’infermiere di 52 anni, Maurizio Fortino, la Procura di Nocera ha chiesto il rito immediato nei confronti di Davide Giorgio Sanzone. Il 42enne, siciliano ma residente a Nocera, è accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi. Il fendente che uccise Fortino, raggiungendolo all’altezza dell’emitorace sinistro, fu sferrato davanti alla figlia dell’imputato. Era il 20 luglio scorso, intorno alle 21.30. Il delitto fu commesso in un’abitazione di via Origlia. Fortino morì mezz’ora dopo, soccorso in strada da una coppia che lo portò in ospedale, che lo notò sofferente vicino al suo scooter, con la mano a tenersi il fianco insanguinato. Il sostituto procuratore Gianpaolo Nuzzo ritiene di avere prove sufficienti ed evidenti per chiedere subito il processo. Agli atti della richiesta sono allegate le testimonianze delle due persone che soccorsero Fortino, l’interrogatorio di Sanzone, reo confesso e il verbale di Selena Strollo, la donna che era separata da Sanzone e che intratteneva una relazione affettiva con la vittima.

Quella sera il 42enne tornava da Milano e nel voler lavare alcuni indumenti, passò dalla ex per vedere la figlia. Con la compagna il rapporto era già chiuso da 5 anni, ma quando si accorse della presenza di Fortino (lo intuì dallo scooter parcheggiato fuori dalla casa) perse il controllo. La vittima si era intanto nascosta in bagno. «Uomo di m...., mia figlia non deve vedere nessuno!», avrebbe urlato Sanzone. Poi si diresse in cucina e afferrò un coltello dalla lama di 5 centimetri, colpendo l’infermiere sempre all’interno del bagno. I carabinieri arrestarono Sanzone in via Fucilari, dove era tornato per cambiare i vestiti sporchi di sangue. Stava ritornando in via Origlia quando fu bloccato dai militari. Davanti al gip, Sanzone disse che non voleva uccidere Fortino, tanto da scortarlo fino allo scooter e pregandolo di non denunciarlo. La coltellata sarebbe stata solo la reazione ad una colluttazione tra i due. Circostanza che fu smentita dalla testimonianza della ex. Quando il giudice ne dispose la permanenza in carcere, tratteggiò la personalità di un uomo violento (tanti i litigi denunciati in passato con la ex compagna), che quella sera fu mosso da «impeto e spinta emotiva». Era geloso si, ma verso la figlia, che mai avrebbe dovuto vedere un altro uomo in casa sua. Sarà il gip a valutare la richiesta della Procura.     

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