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Nocera Inferiore, minori mandati in strada per elemosina: chiesti 34 anni di carcere

la Procura di Salerno chiede otto anni di carcere ciascuno per i due promotori e sei anni per gli altri tre complici di un’organizzazione che operava in un campo abbandonato, alle spalle dello stadio di Nocera Inferiore

Ragazzi minorenni costretti a chiedere l’elemosina nei comuni dell’Agro nocerino: la Procura di Salerno chiede otto anni di carcere ciascuno per i due promotori e sei anni per gli altri tre complici di un’organizzazione che operava in un campo abbandonato, alle spalle dello stadio di Nocera Inferiore. Sono le richieste del pubblico ministero Rocco Alfano, con il processo in Corte d’Assise che vede alla sbarra cinque persone (tre uomini e due donne provenienti dalla Romania) arrestate nei primi mesi del 2016. La sentenza è prevista per la metà di febbraio. In carcere erano finiti inizialmente Zoltan Kozak, Mihaly Matyas e Cornel Coaniciu, di 48, 22 e 56 anni. Successivamente, i carabinieri avevano rintracciato e arrestato anche due donne. Il gruppo è accusato di aver fatto giungere clandestinamente in Italia oltre 30 persone.

Bambini mandati ai semafori e fuori ai supermercati

Tra queste molti ragazzini di età minore, che venivano spediti in diversi comuni a raccogliere soldi attraverso l’elemosina. Per strada, tra la gente, nei pressi dei semafori. Chi osava ribellarsi o tornava a casa a mani vuote, veniva picchiato o peggio, non gli si concedeva neanche di mangiare. A riguardo, le indagini parlano di guadagni irrisori, non oltre i 10 euro al giorno. Nel gruppo c’era chi si occupava nello specifico del trasporto degli "schiavi" dalla Romania all’Italia. Chi metteva i piedi sulla penisola proveniva da paesi estremamente poveri, con la speranza di poter cambiare la propria condizione di vita. La realtà era differente: ad ognuno dei ragazzi che era obbligato a chiedere la questua veniva affidata una propria zona, spesso individuata all’esterno di supermercati o uffici pubblici. Le indagini condotte dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore erano scattate nel mese di aprile 2015. Ai primi tre che finirono in carcere fu contestata l’associazione a delinquere. Al carcere erano sfuggite due donne, moglie e figlia di uno dei due organizzatori, successivamente rintracciate in un secondo momento. Gli imputati sono difesi dall’avvocato Pierluigi Spadafora. La competenza dell’Antimafia scattò quando fu accertato il coinvolgimento, come parte lesa, di ragazzi minorenni.

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